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I quattro candidati governatori negli studi della Rai

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CHI si aspettava un confronto sui temi è rimasto deluso. Anche il confronto fra candidati presidente, organizzato dalla Rai come previsto dalla commissione parlamentare di vigilanza, si è incentrato più sui rapporti politici interni alla coalizione che sui programmi.

Luigi de Magistris ha così avuto gioco facile nel ribadire più volte che la sua coalizione, civica e popolare, rappresenta la vera novità di questa campagna elettorale. Una impostazione questa che ovviamente non poteva essere accettata da Mario Oliverio che ha difeso la sua esperienza di Governo arrivata ed ha spiegato che la sua candidatura non è affatto divisiva.

Dal canto suo Occhiuto, replicando a De Magistris, ha sottolineato come nessuno può autoassegnarsi patenti di moralità o competenza. Su questo punto del rapporto politico più in difficoltà è apparsa la Bruni che ha parlato di rinnovamento della politica che ha fallito a tutti i livelli. Un tema, quest’ultimo, che ha acceso il dibattito con de Magistris che hanno fatto notare alla Bruni come comunque lei sia stata chiamata dai partiti, quei partiti che hanno prodotto poco o nulla per la Calabria.

Anche Oliverio ha sottolineato come il Pd sia arrivato alla candidatura attraverso dei casting. Il resto del dibattito è scivolato via su temi banali, scontati. A partire dall’appello finale ad andare al voto, sposato da tutti i candidati, alla necessità di porre fine al commissariamento della sanità in Calabria.

Ci riusciremo? Occhiuto dice si dall’alto dei suoi rapporti col Governo nazionale. La Bruni rivendica la sua competenza da operatore del settore per convincere il Mef a stralciare il vecchio debito e assumere la partita calabrese come priorità nazionale. Oliverio, invece, ha rivendicato di essere stato il primo a chiedere a gran voce la fine del commissariamento, ma di essere stato lasciato solo.

Il tema dei temi, quello del Pnrr, nel corso del dibattito è stato solo sfiorato. Uno spunto è emerso lo stesso. Occhiuto ha infatti annunciato di aver chiesto al ministro Carfagna di aprire un’agenzia della coesione in Calabria che possa aiutare i comuni nella progettazione. Oliveriom dal canto suo, ha rivendicato il lavoro fatto come presidente.

«Siamo partiti come regione fanalino di coda nell’uso delle risorse Ue a prima regione del Sud. Abbiamo concentrato i fondi sul rafforzamento dei punti critici della Calabria ome i porti o i collegamenti da 9 collegamenti con strutture aeroportuali extra regionali a 83. Abbiamo instaurato un rapporto proficuo con le università e i privati. Io stesso ho concesso un finanziamento importante al centro di neurogenetica diretto dalla Bruni. Le risorse devono essere indirizzate su obiettivi chiari e precisi».

La Bruni, invece, ha detto che «bisogna intraprendere un percorso nuovo in cui la società calabrese si metta in gioco per ricostruire la politica. Se la politica avesse fatto il suo dovere non avremmo questa situazione. Amalia Bruni arriva ora e da questo momento in poi si assume la responsabilità di quanto accadrà da oggi in poi».

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