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Gli uffici della Regione Calabria

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COSENZA – Forse domani, ma non è nemmeno certo. La proclamazione dei nuovi eletti in consiglio regionale, Governatore in primis, a distanza di oltre venti giorni resta una alea. Nessuno pare abbia notizie certe. Il presidente della giunta in pectore Roberto Occhiuto dice di sapere poco o nulla, ma la prende con filosofia «Vorrà dire che avrò un po’ di tempo in più per organizzarmi».

Organizzarsi per Occhiuto significa sostanzialmente continuare a fare il cacciatore di teste per individuare una struttura (dal capo di Gabinetto a qualche dirigente generale) in grado di assicurare navigazione tranquilla. Perché, come anche questa vicenda della proclamazione dimostra, se c’è un problema in Italia è proprio la burocrazia che appare come un ingranaggio infernale in grado di stritolare chiunque. E siccome siamo in Calabria, l’ingranaggio è vecchio, arrugginito e si muove a fatica.

Nemmeno la circostanza della novità della doppia preferenza di genere, introdotta per la prima volta nelle elezioni di 22 giorni fa può giustificare un ritardo simile, considerate le condizioni date.

Che sono quelle di una Regione che per oltre un anno è dovuta restare immobile o quasi, limitarsi all’ordinaria amministrazione mentre intorno tutto il mondo cambiava a causa della pandemia. Poi finalmente le elezioni, ma adesso serve accelerare per mettere in campo le azioni necessarie a non perdere la sfida con il Pnrr o, se vogliamo, l’ultimo treno per la modernità in Calabria.

Bisogna fare in fretta per recuperare il tempo perduto e iniziare a lavorare su quelli che la maggioranza di centrodestra individuerà come traiettorie decisive per il futuro sviluppo della regione. Invece ancora non è stato proclamato nemmeno il presidente.

Dicevamo della doppia preferenza. C’è chi dice che il problema sia dovuto ad alcune sezioni (sarebbero in tutto 45) in cui i Comuni hanno confuso i voti di preferenza con i voti di lista o meglio hanno individuato i voti di lista sommando tutte le preferenze, senza tenere in considerazione appunto il voto di genere. E’ chiaro che a quel punto i conti sono saltati. Adesso pare che si sia rimediato all’errore e i comuni dove si è registrato il fenomeno finalmente hanno inviato i loro verbali alla Corte d’Appello di Catanzaro.

Insomma dovremmo esserci e in tanti possono tirare un sospiro di sollievo perché se è vero che Occhiuto può dormire fra sette guanciali, molti consiglieri aspettano con ansia la loro proclamazione temendo brutte sorprese.

Le indiscrezioni parlano infatti di un seggio della Lega che sarebbe a rischio a favore di Forza Azzurri nelle circoscrizione centro, anche se il commissario del Carroccio, Saccomanno, ieri ha giurato che non sarà così. Altri boatos dicono che anche de Magistris potrebbe perdere un seggio a favore del Movimento 5 Stelle.

Insomma la vigilia è molto tesa e non c’è da meravigliarsi. Basti pensare a cosa è accaduto alle Politiche del 2018 con Fausto Orsomarso che aveva già festeggiato l’elezione alla Camera salvo poi vedersi beffato in maniera un po’ rocambolesca, dalla forzista Maria Tripodi.

Allora non resta che sperare che questa lunga attesa finisca il prima possibile perché, per citare il presidente facente funzioni, la Calabria non può più permettersi di «annacare il pecoro».

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