Roberto Occhiuto
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Il rieletto presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, lavora alla nuova giunta. Ipotesi e scenari in attesa della proclamazione degli eletti
NELL’AGENDA del (rieletto) presidente Occhiuto – oltre alla fattibilità del reddito di merito, all’attesa uscita dal commissariamento in sanità, ai lavori sugli aeroporti, alla rete delle terme regionali, ai tirocinanti ancora in attesa di stabilizzazione, al bando per gli hotel e il riciclo, al tentativo di portare a Gioia il progetto per l’acciaio green che Taranto non vuole, al piano Casa Calabria 100 per i borghi, per come lo stesso governatore la schedulava in un video prima del voto – c’è anche la definizione della nuova Giunta regionale, che dovrà affiancarlo in questo secondo mandato.
L’AGENDA DI OCCHIUTO
Il presidente ha del tempo ancora per definire le sue scelte, siamo ancora in quella fase di mezzo tra il responso delle urne e la proclamazione degli eletti, che delineerà il volto del nuovo Consiglio. Le previsioni degli addetti ai lavori, sui tempi brevi per la definizione di questa pratica, il weekend le ha spazzate via e forse – si sottolinea forse – il giorno buono potrebbe essere venerdì.
NUOVA GIUNTA REGIONALE, IL TOTONOMI
Ad ogni modo, il totonomi si può abbozzare, così come provare a definire le questioni aperte. Quello che compare davanti è un gioco di incastri tra i desiderata del presidente, le richieste dei partiti che lo hanno sostenuto, un certo equilibrio da mantenere tra i territori. Nella passata legislatura, i precedenti raccontano di un Occhiuto che la sua autonomia, rispetto alle richieste dei partiti, l’ha rivendicata e usata – mischiata a un po’ di manuale Cencelli – soprattutto nella prima Giunta, quando chiamò una vice – Giusi Princi – espressione di Forza Italia, scatenando non pochi malumori in Fratelli d’Italia.
11 ELETTI SU 20 SONO DI FORZA ITALIA
La questione venne poi sanata nell’ultimo rimpasto, con il turnover tra Princi, volata in Europa, e Pietropaolo. Dal voto degli scorsi 5 e 6 ottobre Occhiuto è uscito rafforzato per il risultato complessivo di Forza Italia, che conta 11 eletti su 20 in maggioranza. Lo farà pesare nelle scelte o percorrerà la strada di una diffusa collegialità, come invocato dagli alleati?
IL NUMERO DEGLI ASSESSORI
Fatta questa (lunga) premessa, vediamo i punti fermi, da cui si parte. Il primo è il numero degli assessori. Ora è di sette, ma in prospettiva sarà di nove, non appena la nuova Regione insediata adeguerà la propria normativa alle nuove previsioni nazionali. Su sette – che sono appunto gli assessori che nominerà in prima battuta – almeno due dovranno essere donne (o almeno due dovranno essere uomini), per la parità di genere. È altamente probabile poi che la quota di interni, rispetto al passato, possa essere più alta, perché ci sono maggiori pressioni dai partiti, interessati a far subentrare in Consiglio, come supplenti, alcuni dei primi dei non eletti.
NUOVA GIUNTA, I PUNTI FERMI: GALLO E CALABRESE
Tra i punti fermi ci sono anche due nomi: Gianluca Gallo, recordman di preferenze assoluto, e Giovanni Calabrese, reduce da un’ottima performance elettorale in FdI nel reggino. Occhiuto il primo lo ha pressoché investito della riconferma in campagna elettorale, ma anche il secondo non ha mancato di citarlo in qualche occasione con riferimento – ad esempio – al lavoro in corso per la stabilizzazione dei Tis. Con le loro nomine Forza Italia e FdI avrebbero una casella a testa.
LE ASPETTATIVE DI FORZA ITALIA
Gli azzurri, però, dall’alto del loro 30% complessivo aspirano a contare di più, per cui di certo avranno altri assessorati. Con un occhio particolare al reggino, dove la vittoria è stata netta e il lavoro di Cannizzaro andrà, immaginiamo, valorizzato. Il suo candidato, Salvatore Cirillo, ha sfiorato le 20mila preferenze e tutti e tre i suoi vice – e questa è pure una medaglia che Forza Italia potrà rivendicare, a riprova del gradimento e radicamento dei suoi dirigenti – sono stati eletti (Caputo, Ionà e Ferrari).
NUOVA GIUNTA, IL PAPABILE ASSESSORE PIERLUIGI CAPUTO
Visto che abbiamo citato Pierluigi Caputo, possiamo registrare che il suo è uno dei nomi dei papabili assessori: è alla terza legislatura (compresa la breve parentesi del mandato di Jole Santelli) ed è stato il più votato della lista “Occhiuto presidente”. In alternativa a Caputo, la nomina potrebbe andare – per la stessa lista – a Rosaria Succurro, che è alla sua prima esperienza a Palazzo Campanella.
LA QUESTIONE LEGA
E la Lega? Si è spesa molto in questa campagna – con lo stato maggiore sempre presente e Salvini che ha trascorso in Calabria l’ultima settimana prima del voto – e ha guadagnato un punto percentuale e poco più (da 8,3% a 9,4%). Ha perso, però, peso in Consiglio regionale, passando (a meno di rivoluzioni dai riconteggi) da quattro a tre consiglieri. Probabile che questo pesi sugli incarichi. L’altra volta ottenne un assessore e la presidenza del Consiglio, difficile – secondo qualche osservatore – che possa conservarli entrambi, visto il peso politico e istituzionale che si assegna alla presidenza dell’assise.
Ruolo al quale ambirebbe anche il meloniano Antonio Montuoro, quasi 12mila preferenze nella circoscrizione Centro. Qui, però, si gioca un altro incastro: se Fratelli d’Italia dovesse ricevere la presidenza del Consiglio, non potrebbe ambire alla vicepresidenza della Giunta. Delle due, insomma, l’una.
LA VICEPRESIDENZA
E veniamo alla vicepresidenza, casella ambita dello scacchiere. Se restasse interna, un’ipotesi potrebbe essere Gallo. Occhiuto aveva parlato in campagna elettorale di un «ulteriore riconoscimento», chissà se in riferimento ad altre deleghe o a una nuova carica. Tuttavia, a sfavore di questa ipotesi gioca l’appartenenza di Gallo (Forza Italia come il presidente) e la provenienza (Cosenza, come il presidente). Il manuale Cencelli in questo caso ci direbbe: meglio Fratelli d’Italia, meglio Reggio. Un identikit che – in caso di nomina interna – porterebbe dritti a Giovanni Calabrese.
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