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L’Inail investe in Calabria: un miliardo per una cittadella della salute e due ospedali e mezzo, è il più grosso finanziamento in Italia
IL PIU’ grosso finanziamento d’Italia, non a fondo perduto, dell’Inail per la Calabria è stato approvato in conferenza Stato-Regioni: un miliardo per una cittadella della salute e due ospedali e mezzo, visto che quello di Cosenza è già parzialmente finanziato. Un via libera allo schema di decreto che estende con ulteriori finanziamenti il programma triennale degli investimenti per l’edilizia sanitaria dell’Istituto nazionale.
Trecento milioni sono quelli richiesti per Catanzaro e, quindi, l’Aou Renato Dulbecco, che ne dovrebbe ricevere 86,4, altri 200 milioni sono invece destinati alla cittadella della salute di Catanzaro, altrettanti per il nuovo ospedale di Cosenza, dove già l’Inail ha stanziato 346 milioni e, novità, 200 milioni di euro per il nuovo ospedale di Crotone. Un finanziamento enorme, con diversi passaggi delicati da tenere in considerazione.
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In primo luogo, il fatto che l’Inail dovrà verificare i progetti da finanziare nel prossimo triennio. Per Cosenza-Arcavacata si attende ancora il via libera dei tecnici dell’Istituto, gli altri dovranno essere prima di tutto progettati. In questo aggiornamento Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Liguria, Campania, non hanno ritenuto necessario partecipare. La Calabria potrebbe, però, accelerare molto le cose essendo ancora in stato di emergenza per l’edilizia sanitaria. Condizione che permetterebbe di tagliare parecchi ostacoli burocratici con poteri straordinari.
UN MILIARDO DALL’INAIL PER GLI OSPEDALI IN CALABRIA, IL COMMENTO DI OCCHIUTO
“È un risultato che non arriva per caso – dice il presidente della Regione Roberto Occhiuto – è il frutto di un lavoro lungo, spesso silenzioso, fatto di progettazione, interlocuzione costante con il governo e capacità di trasformare idee in interventi concreti. Per troppi anni la Calabria è rimasta ai margini quando si trattava di grandi investimenti. Oggi non è più così”.
Per Occhiuto il risultato è anche nell’entità del finanziamento: “Avremo 1 miliardo in più destinato ai nostri ospedali – continua – il finanziamento più alto ottenuto da una Regione italiana in questa tranche di risorse. Su uno stanziamento complessivo di circa 2,45 miliardi di euro, la Calabria è la Regione che riceve la quota maggiore, davanti a Puglia ed Emilia-Romagna”.
“Questo miliardo di euro non è un punto di arrivo, ma un passo decisivo nel percorso che abbiamo intrapreso per ricostruire dalle macerie la sanità calabrese, dotandola finalmente di ospedali nuovi, funzionali e capaci di offrire ai cittadini servizi sempre migliori. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione affinché ogni finanziamento ottenuto si traduca rapidamente in cantieri aperti e, soprattutto, in una sanità più efficiente e più vicina ai calabresi”, chiude Occhiuto.
INVESTIMENTO INAIL PER GLI OSPEDALI IN CALABRIA: I COSTI
A differenza delle risorse per l’edilizia sanitaria stabilite già nel 1988, a fondo perduto, si tratterebbe di sostenere un finanziamento, con un tetto massimo del 4% sull’importo lordo vista l’estrema utilità sociale dell’opera, per almeno trent’anni. All’Inail il compito di costruirlo fisicamente, restandone proprietario, alle Aziende ospedaliere e alla Regione il compito di pagare il canone annuo. Coperto, si presume, dai risparmi generati nella chiusura dei vecchi ospedali inefficienti, costosi da mantenere e in alcuni casi, reparti “dispersi” su più strutture.
Applicando il canone massimo per trent’anni l’Azienda ospedaliera di Cosenza pagherebbe all’anno 21,4 milioni di euro, Catanzaro circa venti milioni, Crotone otto milioni. E c’è anche un problema di sostenibilità dei costi. Pur trattandosi di investimenti che puntano maggiormente alle aree disagiate del Paese, c’è da fare i conti con il fatto che la Calabria sarà in piano di rientro per il prossimo triennio. Aspetto che renderà ancora più complessa l’interlocuzione con il Mef sulla sostenibilità del finanziamento. Al momento il ministero ha preso atto delle richieste di chiarimento inviate dalla Calabria. La Regione dovrà dimostrare di non essere in disavanzo e poter coprire le spese, oltre ovviamente a garantire il funzionamento di tutto il sistema ospedaliero.
C’è anche da dire che, con un fondo sanitario regionale di 3,9 miliardi estremamente vincolato difficilmente si sarebbe potuto trovare denaro pubblico per costruire strutture decisamente necessarie. Bisognerà vedere in un futuro imprecisato, se si potrà trasferire la proprietà dell’immobile direttamente alle Regioni.
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