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Jole Santelli

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CATANZARO – Giunta tecnica? Con ordine. L’inchiesta Eyphemos ha creato e crea oggettive difficoltà alla governatrice Jole Santelli che, anche se a fari spenti, è alle prese con la formazione del nuovo esecutivo e, più in generale, con la creazione della governance legislativa della sua maggioranza.

Il partito della Meloni, nelle ultime ore ha chiamato in causa, per omessa vigilanza, la Commissione parlamentare antimafia guidata dal senatore Nicola Morra. Anche se in quell’organismo sono presenti i parlamentari calabresi Santelli (ovviamente impegnata a fare il presidente della Regione Calabria), Ferro (FdI), Corrado (M5S), Mangialavori (FI) e Nesci (M5S). La presidente pro-tempore ha il diritto-dovere di fare una giunta forte, solida, possibilmente attrezzata. Per questo motivo ha scelto due assessori di nome e di peso. Il capitano Ultimo e l’astrofisica Sandra Savaglio. Una base di partenza irrituale ma creativa su cui cucire il resto.

Come? Dando ristoro, visibilità, potere agli alleati che hanno concorso a farla vincere. E qui le cose già si complicano perché la governatrice deve subire dei limiti statutari. La giunta deve essere composta da sette membri di cui due donne. Dunque, occorrono, per completare il puzzle, cinque assessori di cui una donna. Tra gli eletti ce n’è una sola disponibile, Tilde Minasi della Lega. E non è finita. Per la scelta degli assessori serve una sorta di algoritmo perché bisogna considerare l’appartenenza, la competenza, la territorialità, la fidelizzazione, l’empatia. Insomma, troppe variabili. Per esempio la Lega non ritiene negoziabili meno di due assessori. Per la presidente le strade che ha davanti non sono agevoli. Può tirarla alla lunga, presentarsi al Consiglio con i due assessori e prendere i partner della coalizione per sfinimento. A meno che, alla fine della giostra, qualche pezzo decida di dare l’appoggio esterno. Ipotesi da scartare. Al momento.

Ma la presidente Santelli, alle corte, dispone della golden share. Licenziare una giunta tecnica, però non asettica. Ovvero con personalità indicate dagli stessi alleati. Tale soluzione soddisferebbe due esigenze. Primo. Rappresentare un’immagine di prestigio, continuando il filotto avviato con gli assessori De Caprio e Savaglio. Secondo. Proiettare soggetti che possono imprimere reali cambiamenti.

Questa soluzione ha delle controindicazioni nella mortificazione degli eletti e, più in generale, nelle aspettative della “politique politicienne”. Sarebbe una soluzione tampone, da collaudare nella fase iniziale, giusto il tempo per far partire l’undicesima legislatura. La giunta tecnica sarebbe l’estrema ratio. Prima di percorrere questa strada, eventualmente, la Santelli potrebbe tentare la moral suasion. Usare pesi e contrappesi, trovando alleanze nella società calabrese.

Ma le servono contatti e colloqui. Ieri per esempio la presidente ha incontrato i sindaci Abramo (Catanzaro), Occhiuto (Cosenza), Mascaro (Lamezia Terme), Stasi (Corigliano Rossano) e Manna (Rende). Se instaura colloqui con tutte le parti sociali, anche le più lontane, sarà più facile per lei trovare soluzioni ardite. Appunto come la giunta tecnica.

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