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L'aula del Consiglio Regionale

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REGGIO CALABRIA – Il consiglio regionale di ieri, convocato per le 12 per eleggere le Commissioni consiliari, ha iniziato i propri lavori dopo otto ore e mezza abbondanti. La minoranza, che neppure esce bene da questa vicenda fidandosi troppo degli avversari, ha abbandonato l’aula in segno di protesta dopo aver ricevuto la proposta di assumere la presidenza di una commissione speciale, forse l’antimafia, non è stato specificato. Rifiutata sdegnosamente.

Ha provveduto a spiegare la circostanza il consigliere Baldo Esposito: «il ritardo dell’avvio dei lavori è giustificato dalla necessità di raggiungere il giusto equilibrio nell’attribuzione delle cariche istituzionali. È prevalsa la logica di sempre che le commissioni permanenti siano ad appannaggio della maggioranza, riservando alla minoranza una commissione speciale. Certi di aver rispettato i canoni della deontologia e della dialettica politica risulta doveroso procedere con la elezione degli uffici di presidenza delle Commissioni».

I vice presidenti sono stati votati dalla maggioranza scegliendo un elemento della minoranza. Alla I Commissione, Affari istituzionali, è stato eletto Pietro Raso (Lega), segretario Giacomo Crinò (Cdl). Alla II Commissione, Bilancio, Giuseppe Neri (Fdi), segretario Nicola Paris (Udc). Alla III Commissione, Sanità, Baldo Esposito (Cdl), segretario Raffaele Sainato (Fdi). Alla IV Commissione, Territorio, Pierluigi Caputo (Santelli presidente), segretario Pietro Raso (Lega) con una scheda bianca. Alla V Commissione, Riforme, Raffaele Sainato (Fdi), con un voto ciascuno Francesco Pitaro (che oggi ha rassegnato le dimissioni) e Antonio De Caprio, segretario Giovanni Arruzzolo (Fi). Alle VI Commissione, Agricoltura e turismo, Pietro Molinaro (Lega), segretario Domenico Giannetta (Fi). Alla Commissione Antimafia, Antonio De Caprio (Fi), segretario Tilde Minasi (Lega); in una scheda c’era scritto ”Tilduccia” che poi è stata annullata. In questa Commissione sarebbe dovuto andare Sainato ma pare che Giorgia Meloni abbia posto il veto. Insomma, l’antimafia sembrava un peso. Questo giornale l’aveva scritto una ventina di giorni fa. Alla commissione Vigilanza, Domenico Giannetta (Fi), segretario Pierluigi Caputo (Santelli presidente).

Dunque, alla prima vera prova di tenuta, la maggioranza di centrodestra ha fatto un mezzo flop. Adesso si capisce perché ritardava a insediare le Commissioni consiliari. Non era in grado di chiudere il cerchio nonostante avesse creato un’altra Commissione. Tuttavia, alla medesima maggioranza, l’altra notte aveva portato qualche consiglio. Ieri i decisori avrebbero dovuto sbrogliare la matassa lavorando soprattutto di cesello. La luce del giorno doveva servire ad affinare l’intesa trovata. Tipo? In primis la posizione di chi è entrato papa ed è uscito cardinale.

Come a esempio Domenico Giannetta, medico, ex sindaco di Oppido Mamertina, che ha rinunciato a fare il parlamentare per restare in Calabria. Ma la politica gli ha chiesto il sacrificio di non assumere la presidenza della Commissione Sanità; egli avrebbe ubbidito lealmente. Per lui c’è stata appunto Vigilanza. Alla III Commissione, la Sanità appunto, l’oggetto del contendere, ci va Baldo Esposito in forza, oltre che della sua competenza, anche lui è un medico, del gruppo Gentile-Aiello che lo sosteneva e lo sostiene, che non poteva certo restare completamente all’asciutto. La decisione è maturata il giorno precedente in ore antelucane grazie anche alla mediazione del presidente dell’assemblea, Domenico Tallini, il quale, a furia di guardare contemporaneamente il Comune di Catanzaro e il Consiglio regionale, è diventato strabico. Ma anche la Santelli ne beneficia perché limita le convulsioni politiche. Sainato uscito dalla porta è entrato dalla finestra spalancata. Vito Pitaro è stato eletto presidente del gruppo Santelli presidente. Pippo Callipo era in congedo.

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