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La sede del Pd a Lamezia Terme

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COSENZA – Sono scaduti ieri sera alle 20 i termini per presentare la propria candidatura a segretario regionale del Pd. Il congresso si dovrebbe celebrare nei giorni 14,15 e 16 gennaio non si capisce ancora bene in che modalità. Com’è noto sono due le candidature in campo: quella del capogruppo regionale Nicola Irto e quella dell’ex consigliere regionale Mario Franchino.

Fin qui tutto scontato. Quello che invece non lo è affatto è quanto accaduto allo stesso Franchino. L’architetto ieri si è recato a Lamezia Terme per presentare le 275 firme a sostegno della sua candidatura. Dopo il deposito ha chiesto ai responsabili del tesseramento di poter avere l’elenco degli iscritti, anche per verificare che tutti i sottoscrittori della sua mozione fossero inseriti nell’anagrafe congressuale.

Franchino infatti è stato costretto a raccogliere le adesioni praticamente al buio. In un comunicato di due giorni fa si annunciava che gli elenchi erano disponibili presso le federazioni provinciali. Si badi bene a meno di 48 ore dalla scadenza stabilita per le ore 20 del 7 gennaio. Dopo aver tentato inutilmente di avere l’elenco dalla Federazione provinciale di Cosenza, così come era stato comunicato sulla stampa dal responsabile del tesseramento Italo Reale, ha provato a chiederlo a Lamezia.

La Federazione di Cosenza, visti i giorni di festa, è stata quasi sempre chiusa. Da qui la richiesta alla segreteria regionale di Lamezia Terme. Le persone che erano presenti, però, gli hanno comunicato che l’elenco non era disponibile. Dopo numerose insistenze dello stesso Franchino c’è chi ha proposto la possibilità di consultarlo in loco. Richiesta abbastanza strampalata visto che difficilmente una persona sola si può mettere a controllare un elenco di quasi diecimila nominativi, a tacere del fatto che chi si candida alla segreteria regionale immaginiamo abbia una struttura organizzativa dedicata anche a questo lavoro.

A quel punto i toni sono un attimino saliti e Franchino ha chiesto di depositare formalmente una specie di richiesta d’accesso agli atti in sostanza per poter controllare l’anagrafe degli iscritti. La promessa è quella che avrebbe ricevuto quanto prima l’elenco via mail.

Si perché le notizie che rimbalzano dai corridoi dei circoli e delle federazioni sono contrastanti. L’iscrizione on line e il limite del numero di tessere che si potevano sottoscrivere con la stessa carta di credito ha creato qualche intoppo. Come a San Giovanni in Fiore dove un gruppo di storici dirigenti del Pd si ritrova fuori dagli elenchi forse proprio per un problema legato ai pagamenti.

Insomma la confusione resta tanta anche perché il tesseramento si è chiuso lo scorso 31 dicembre. La pubblicazione degli elenchi, visti i tempi ristretti, avrebbe dovuto avvenire nel più breve tempo possibile proprio per dare modo agli aspiranti segretari di organizzare al meglio la loro candidatura. Non è andata così.

Franchino a questa situazione non ci sta ed ha deciso di presentare un ricorso alla segreteria nazionale perché, dice, «è evidente che il tema non sono più i congressi, ma il ripristino dei requisiti minimi di agibilità democratica che ne consentano lo svolgimento e questo non può che impegnare il partito nazionale».

La questione quindi non è finita qui perchè il gruppo che sostiene Franchino è deciso ad andare fino in fondo e fare le pulci all’elenco, naturalmente sempre che riescano ad ottenerlo.

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