X
<
>

3 minuti per la lettura

Da Reggio Calabria parte il messaggio della seconda missione della Global Sumud Flotilla per Gaza: nelle barche molti medici.


REGGIO CALABRIA – Cento barche, migliaia di attivisti da 50 Paesi e un unico obiettivo: rompere l’isolamento di Gaza e portare aiuti umanitari. Da Reggio Calabria parte ufficialmente il messaggio della seconda missione della Global Sumud Flotilla, che vedrà tra i protagonisti l’imbarcazione “Snap” con il suo equipaggio internazionale. Durante la conferenza stampa tenutasi oggi, 10 aprile 2026, nel capoluogo reggino, i componenti dell’equipaggio Massimiliano Del Moro e Vittorio Sergi, insieme ai referenti del movimento, hanno ribadito il valore simbolico e politico di un’azione che nasce dal basso.

MISSIONE DELLA FLOTILLA A GAZA, IL VALORE DEL SIMBOLO: «UN IMPEGNO CONTRO LA GUERRA»

Il collegamento video con Sonia, responsabile regionale calabrese del “Global Movement To Gaza”, ha aperto l’incontro sottolineando la consapevolezza della sfida: « Parte una nuova missione. Siamo consapevoli, prima come oggi, che la Palestina e Gaza non potremo salvarle con dieci, cento e nemmeno con mille barche. Ma quelle barche sono un simbolo del nostro impegno». Secondo la responsabile, la flottiglia rappresenta una presa di posizione netta contro l’attuale scenario geopolitico: «Sono la dimostrazione che non accettiamo il sistema di guerra e di morte che sta portando avanti i suoi piani contro la vita dei popoli. E sono la prova che ci sono migliaia di persone che sono pronte a rischiare la propria vita per far emergere la verità e quindi le menzogne di quel sistema».

MISSIONE UMANITARIA E COSTRUZIONE DELLA PACE

A bordo della flottiglia questa volta non ci saranno solo attivisti, ma una forte componente di professionisti della salute. Massimiliano Del Moro, Delegato Gkn “Soms Insorgiamo” di Firenze, ha spiegato i dettagli della partenza: «Siamo qui per mettere un po’ il risalto e ridare luce e voce a una lotta che è quella a favore del popolo palestinese. Non ci hanno ancora dato date certe, la cosa che sappiamo è che partiremo». L’obiettivo primario resta l’assistenza diretta: «Questa volta, a bordo delle imbarcazioni della Flottilla ci saranno molti medici e sanitari, oltre quindi agli aiuti umanitari che è lo scopo vero della missione. Lo scopo è sempre ovviamente pacifico e non violento. La speranza è di riuscire ad arrivare sulle coste e fermarci a Gaza e quindi, magari, innescare una partenza anche di ricostruzione».

MISSIONE DELLE FLOTILLA VERSO GAZA: UN PONTE TRA POPOLI FRATELLI

Al fianco di Del Moro ci sarà Vittorio Sergi, insegnante del coordinamento “Marche per la Palestina”, che ha evidenziato il legame storico tra le due sponde del Mediterraneo: «Siamo molto onorati di far parte di questo progetto perché è un progetto globale, dal basso, internazionalista, fortemente connesso con la causa della liberazione del popolo palestinese. Vogliamo dare un contributo concreto a una situazione molto importante che a noi sta molto a cuore. Il popolo palestinese e il popolo italiano sono popoli fratelli, ci unisce il Mediterraneo, ci uniscono tanti ponti storici e culturali, ci unisce anche la stessa passione per la pace e per la libertà».

In un contesto mediorientale sempre più instabile, Sergi ha concluso con un appello all’urgenza: «Il genocidio in corso a Gaza continua. Questo è il messaggio fondamentale che noi vogliamo lanciare e quindi l’azione contro il genocidio a Gaza è fondamentale. Ovviamente l’allargamento della guerra in tutto il Medio Oriente rende ancora più complesso l’intervento in quei territori ma ancora più urgente a nostro parere un intervento internazionale dal basso».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA