L'arresto di Giuseppe Palermo
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Blitz della polizia colombiana a Bogotà che ha catturato Giuseppe Palermo detto Peppe ritenuto a capo dei clan di Platì, l’annuncio di Matteo Piantedosi
REGGIO CALABRIA – La polizia di Bogotà ha catturato, Giuseppe Palermo detto ‘Peppe’, ritenuto al vertice del clan di ‘ndrangheta di Platì, nel Reggino. La polizia colombiana lo ha arrestato grazie a un’operazione internazionale. Nel dettaglio il blitz coordinato da Europol e dalle forze di polizia di Italia e Regno Unito rientra nell’ambito del progetto ‘ICan’ contro la ‘ndrangheta.
CATTURATO MENTRE ANDAVA AL SUPERMERCATO
Palermo è considerato il coordinatore di un cartello di narcotrafficanti attivo tra Colombia, Ecuador e Perù e principale collegamento con i canali di rifornimento di cocaina della piana di Gioia Tauro. Era, inoltre, tra i quattro latitanti sfuggiti al blitz della Dda di Reggio Calabria denominato ‘Pratì’. Blitz che, giovedì scorso, aveva portato a circa venti arresti nei confronti di altrettante persone. Tutte a vario titolo accusate di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.
Ricercato in 196 Paesi per essere “il capo supremo della mafia italiana in America Latina”, dichiara su X il generale della Polizia colombiana Carlos Fernando Triana Beltrán, Palermo è stato rintracciato nella capitale colombiana all’uscita di un supermercato. Qui gli agenti lo hanno bloccato con l’intervento delle forze speciali armati di fucili automatici, come mostra un video diffuso dalle autorità.
IL VIDEO DELL’ARRESTO DI GIUSEPPE PALERMO
CATTURATO GIUSEPPE PALERMO, IL COMMENTO DEL MINISTRO PIANTEDOSI
“L’eccellente lavoro della nostra Polizia di Stato, giustamente apprezzata per la indiscussa capacità operativa, ha assicurato alla giustizia Giuseppe Palermo, figura di spicco del narcotraffico legato alla ‘Ndrangheta”. Lo rende noto su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Un risultato straordinario, ottenuto grazie alla collaborazione tra la Squadra Mobile di Reggio Calabria, il Servizio Centrale Operativo, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e al coordinamento garantito dal Progetto I-CAN. L’Italia dimostra di essere in prima linea nella lotta alle mafie, anche oltre i confini nazionali. Alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno rischiano la loro vita per tutelare la sicurezza di tutti, va il mio grazie”.
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