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Il luogo del ritrovamento di Caruso

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Riaprono le indagini sull’omicidio di Giovanni Caruso a Cittanova (RC). Un mozzicone di sigaretta fornisce il Dna dei killer. La Dda di Reggio Calabria riapre il caso della faida che insanguinò la Piana di Gioia Tauro.


REGGIO CALABRIA – Potrebbe essere la svolta attesa da trent’anni nell’omicidio di Giovanni Caruso, il 39enne assassinato l’11 ottobre 1996 a Cittanova, nel Reggino. Una traccia genetica dimenticata da trent’anni potrebbe inchiodare gli assassini di Giovanni Caruso. Il 39enne fu ucciso l’11 ottobre 1996 a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, con colpi di fucile calibro 12 in un casolare vicino al cimitero di cui era manutentore. La Direzione distrettuale antimafia ha riaperto il fascicolo grazie a un mozzicone di sigaretta trovato accanto al corpo.

OMICIDIO CARUSO, IL MOZZICONE DI SIGARETTA DEL 1996


I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Messina hanno estratto il profilo Dna dal mozzicone, impossibile all’epoca con le tecnologie del 1996. Si tratta di un accertamento tecnico non ripetibile, disposto dalla Dda guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Stefano Musolino. Una prima comparazione è già stata fatta su un soggetto sospettato di essere autore o concorrente nel delitto.

LA FAIDA DELLA PIANA DI GIOIA TAURO

Il delitto maturò durante la sanguinosa faida che oppose i clan Facchineri ai gruppi Albanese, Raso e Gullace nella Piana di Gioia Tauro. Le indagini iniziali scandagliarono la vita privata di Caruso, pronto ad aprire un frantoio con un socio: non si escluse un interesse mafioso per l’attività. Poco prima di morire, la vittima stava accendendo una sigaretta, mentre il mozzicone ritrovato a pochi metri era probabilmente di un complice.

OMICIDIO CARUSO, IL MOZZICONE DI SIGARETTA, LE INDAGINI DEI RIS

Nelle prossime settimane, il Ris completerà le verifiche genetiche per confermare collegamenti con i sospettati emersi negli anni Novanta. Il caso di Cittanova rientra nel novero di omicidi irrisolti legati alla ‘ndrangheta reggina, con la Dda che punta su analisi forensi moderne per fare luce su pagine nere della Piana di Gioia Tauro.

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