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REGGIO CALABRIA – Tentano di incassare fatture per circa 6 milioni euro ma il commissario straordinario Santo Gioffré revoca tutti gli atti, bloccando i mandati di pagamento già presenti alla tesoreria perché quelle fatture erano stato già pagate sei anni fa. E semmai ci fossero dei dubbi sulla “contabilità orale” dell’Asp di Reggio negli ultimi 15 anni e su un sistema poco chiaro di gestione dei fondi assegnati dalla Regione, ecco arrivare le prime conferme. 

Sul sito dell’Asp reggina è stato pubblicato un primo atto di revoca di una delibera assunta il 13 marzo scorso, giusto dieci giorni prima della nomina di Santo Gioffré al vertice all’Asp di Reggio da parte della giunta Oliverio, con cui si è tentato, probabilmente, di frodare l’azienda sanitaria reggina. Questa la ricostruzione dei fatti riportati con gli allegati con il decreto di revoca. Il giorno dell’insediamento il commissario trova sulla sua scrivania un accordo transattivo datato 3 marzo 2015 tra l’Asp e Villa Aurora Spa, una clinica privata acquistata di recente da un gruppo romano. Tale atto prevedeva un accordo con cui l’Asp chiudeva con un pagamento di 5.598.885 milioni di euro più 481 mila euro di interessi di mora ben 18 fatture non pagate negli anni precedenti al 2008 e certificate dall’Advisor contabile Kpmg. Di questi crediti documentati negli atti transattivi, l’amministratore unico della clinica dichiara “di non avere mai ricevuto le somme…precisando che le stesse non sono mai state oggetto di cessioni né di assegnazione presso istituti bancari e di credito”. 

A fronte di ciò, dalla verifiche fatte dall’ufficio legale dell’Asp, si evidenzia che “non vi è scheda di contabilizzazione del debito vidimata dal competente ufficio interno Economico e Finanziario” e cosa molto più grave emerge che tali fatture “erano state oggetto di contenzioso esecutivo e anche di assegnazione presso l’istituto bancario tesoriere” e che “tali somme sono state già assegnate e incassate”. Da qui la decisione del commissario straordinario di annullare quella delibera transattiva del 12 marzo scorso perché “fondata su presupposti essenziali inesistenti”. 

Con la stessa delibera il commissario Santo Gioffré ha trasmesso gli atti al Commissario Straordinario, al Dipartimento della Salute e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e, ovviamente, all’amministratore unico di Villa Aurora. Ora occorre vedere come intende muoversi la Procura di Reggio e quali sono i provvedimenti che intendono assumere il Commissario per il Piano di rientro Massimo Scura e il presidente della Regione Mario Oliverio. Se dovesse essere accertato il comportamento fraudolento non si esclude anche la revoca dell’accreditamento della società Villa Aurora spa. Chiusa questa partita, gli uffici del Commissario dell’Asp reggina stanno verificando anche gli altri atti transattivi fatti nel periodo del cambio di maggioranza alla Regione, sembra che siano oltre 10 per cifre che vanno da alcuni milioni e decine di milioni di euro. Inoltre il Commissario intende verificare anche la sussistenza dei presupposti dei crediti vantata da privati e già pagati dall’Asp. C’è la convinzione che nell’ultimo anno abbia operato un sistema collusivo tra impiegati pubblici e imprenditori spregiudicati per truffare milioni di euro all’azienda sanitaria, soldi che dovevano servire, invece, per curare i malati della provincia di Reggio.

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