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Imponente operazione della Guardia di Finanza a Reggio Calabria. Sgominato un cartello criminale capace di condizionare il mercato regolare

REGGIO CALABRIA –  I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria hanno portato a termine un’operazione che ha consentito di scoprire un’associazione per delinquere, ramificata sul territorio cittadino, dedita alla produzione e commercializzazione di capi ed accessori di abbigliamento riportanti marchi contraffatti.

Sono 16 le ordinanze di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 10 agli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria e 40 perquisizioni locali. La Finanza ha anche proceduto al sequestro preventivo di beni mobili ed immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.

I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione, alterazione e uso di marchi e segni distintivi ovvero di brevetti, all’introduzione nello Stato e conseguente commercio di prodotti con segni falsi; il tutto aggravato dalla commissione sistematica del reato attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate.

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Le indagini

Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attività economiche, con particolare riferimento al confezionamento ed alla vendita di oltre 150.000 capi ed accessori di abbigliamento riportanti note griffe contraffatte. Sono complessivamente 40 le persone denunciate.

L’inchiesta, nata dal sequestro di migliaia di capi d’abbigliamento a carico di un cittadino senegalese, nonché dal rinvenimento di un opificio artigianale che non poteva giustificare l’enorme mole di materiale sequestrato, ha consentito ai Baschi verdi del Gruppo di Reggio Calabria di addivenire ad una compiuta mappatura delle aree di vendita ed a delineare compiutamente l’operatività e i ruoli dei numerosi sodali dell’organizzazione. Le successive indagini hanno portato all’individuazione dell’intera filiera della contraffazione, dall’acquisto della materia prima “vergine”, direttamente in Turchia, in Cina, nonché in diverse regioni del territorio nazionale, al confezionamento del prodotto finale destinato a rifornire gran parte dei mercati della provincia, nonché ad evadere specifici ordini commissionati anche da clienti operanti fuori dal territorio cittadino.

I ruoli

L’organizzazione, in cui ogni sodale aveva dei ruoli ben definiti, capeggiata da Spatari Giuseppe (cl.‘62) e Lo Macouna (cl.’59), detto “Giulio”, cittadino italiano di origine senegalese, aveva impiantato sul territorio reggino diversi opifici attrezzati con moderni macchinari industriali per mezzo dei quali era possibile imprimere i marchi delle griffe di moda direttamente sui capi. Questi opifici erano in parte completamente clandestini ed in parte operanti in violazione delle norme sui diritti di proprietà industriale, in quanto risultati sprovvisti di qualsiasi tipo di autorizzazione e della licenza di rivenditore ufficiale. A dimostrazione di ciò è stato scoperto un laboratorio tessile con regolare partita IVA ma al cui interno si perpetrava il reato. In tal modo il sodalizio criminale è stato in grado di creare un vero e proprio mercato “parallelo” del falso di enormi dimensioni ed in grado di compromettere seriamente i canali leciti di rifornimento. Tra i danneggiati dall’attività illecita vi sono, chiaramente, anche i consumatori finali, i quali hanno comprato prodotti qualitativamente scadenti e, talvolta, pericolosi per la salute.

La ricostruzione

Dall’acquisto della materia prima alla realizzazione del prodotto finito con moderni macchinari industriali in grado di imprimere i marchi delle griffe di moda direttamente sui capi prodotti: coprivano tutte le fasi produttive i componenti dell’organizzazione che aveva messo in piedi una centrale del falso e che è stata smantellata dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria con 16 arresti.

L’inchiesta “Easy Brand”, coordinata dalla Dda reggina, è nata dal sequestro di migliaia di capi d’abbigliamento a carico di un cittadino senegalese, nonché dal rinvenimento di un opificio artigianale che non poteva giustificare l’enorme mole di materiale sequestrato. I Baschi verdi del Gruppo di Reggio sono così riusciti a compiere una mappatura delle aree di vendita ed a delineare compiutamente l’operatività e i ruoli dei numerosi partecipanti all’organizzazione.

E’ così emerso che la materia prima «vergine» veniva acquistata direttamente in Turchia, in Cina e in diverse regioni italiane per poi essere confezionata nel prodotto finale destinato a rifornire gran parte dei mercati della Provincia oltre che ad evadere specifici ordini commissionati anche da clienti operanti fuori dal territorio cittadino. L’organizzazione – capeggiata, secondo l’accusa, da Giuseppe Spatari di 54 anni, e dal cittadino italiano di origine senegalese Lo Macouna, conosciuto come Giulio (57) – aveva impiantato diversi opifici attrezzati con macchinari industriali moderni capaci di imprimere i marchi delle griffe di moda direttamente sui capi. Alcuni degli opifici erano completamente clandestini, altri operavano in violazione delle norme sui diritti di proprietà industriale visto che erano sprovvisti di qualsiasi tipo di autorizzazione e della licenza, tanto che uno era dotato di regolare partita Iva.

Così facendo, secondo l’accusa, la banda aveva creato un vero e proprio mercato “parallelo” del falso. Sono stati oltre 150.000 i capi di abbigliamento ed accessori contraffatti sequestrati nel corso dell’indagine per un valore di circa 2 milioni di euro Tra i danneggiati ci sono anche i consumatori finali che hanno comprato prodotti qualitativamente scadenti e, talvolta, pericolosi per la salute.

I nomi degli arrestati

Gli arrestati sono:

1. SPATARI Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 14/11/1961

2. CAPONE Giovanni, nato a Frattamaggiore (NA)il 07/12/1970 3.

3. LO MACOUNA, nato in Senegal (EE) il 02/02/1959

4. GAYE El Hadji Malick, nato in Senegal (EE) il 04/01/1971

5. SINGH Jaspal, nato in India (EE) il 15/04/1981

6. SINGH Rajinder, nato in India (EE) il 04/02/1984

I soggetti colpiti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari sono:

1. KRUTKO Ganna, nata in Ucraina (EE) il 07/02/1978

2. SINGH Baljit, nato in India (EE) il 20/06/1988

3. ERANO’ Stefano, nato a Reggio Calabria il 07/07/1967

4. PERITI Demetrio, nato a Reggio Calabria il 15/02/1967

5. KHTIBARI Fatiha, nata in Marocco (EE) il 01/01/1986

6. KADIRI Mohammed, nato in Marocco (EE) il 29/08/1986

7. ALI HASSAN Nabil, nato in Egitto (EE) il 10/06/1952

8. FARHAT Abdelhamid, nato in Tunisia (EE) il 06/05/1980

9. SARR Mamadou Moustapha, nato in Senegal (EE) il 13/10/1980

10. SAMBA NDOYE, nato a Touba (SENEGAL) il 05/01/1990

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