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REGGIO CALABRIA – I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato 13 persone, condannate in via definitiva dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione nel processo “Crimine”.

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I 13 arrestati, appartenenti a varie cosche di Reggio Calabria e di alcune zone della provincia, devono scontare pene residue varianti tra i sei anni ed i 25 giorni di reclusione. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Reggio Calabria.

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«L’attività investigativa che ha condotto al processo Crimine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria – riferiscono in una nota i carabinieri – ha permesso di delineare l’esistenza della ‘ndrangheta con base strategica nella provincia di Reggio Calabria e con attive ramificazioni sia nel nord Italia, in particolare in Lombardia, sia all’estero, dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali presenti nel territorio reggino e che costituiscono centro propulsore dell’intero sodalizio mafioso».

La sentenza definitiva della Corte di cassazione in merito al processo “Crimine” è stata significativa soprattutto perché ha segnato il riconoscimento per la prima volta, da parte dei giudici della Suprema Corte, dell’unitarietà della ‘ndrangheta, avallando così una teoria che era sempre stata sostenuta dai magistrati della Procura antimafia di Reggio Calabria, ed in particolare dall’ex procuratore aggiunto Nicola Gratteri, oggi Procuratore della Repubblica di Catanzaro (LEGGI DEL SUO INSEDIAMENTO ALLA PROCURA DI CATANZARO).

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