Il tribunale di Palmi

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Sei le condanne decise dalla Corte d’Assise del Tribunale di Palmi al termine del processo per l’operazione “Erinni”

PALMI (REGGIO CALABRIA) – E’ un quadro accusatorio ampiamente ridimensionato quello emerso dalla sentenza di primo grado emessa dai giudici della Corte d’Assise di Palmi (presidente Silvia Capone), nell’ambito del processo con rito ordinario denominato “Erinni”, dall’omonima operazione per cui tra marzo (LEGGI LA NOTIZIA DELL’OPERAZIONE) e dicembre del 2013 (LEGGI LA NOTIZIA DEGLI ULTERIORI ARRESTI) finirono in manette 26 persone accusate, a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco, sequestro di persona, intestazione fittizia di beni, detenzione e vendita di droga, ricettazione, procurata inosservanza di pena e riciclaggio aggravati dalle modalità mafiose. 

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Sei le condanne decretate dai giudici, mentre sono in tutto quattro le assoluzioni. Un quadro diverso da quello auspicato dal Pm della Dda di Reggio Calabria, Giulia Pantano, che aveva chiesto 5 ergastoli e altrettante condanne per gli imputati del procedimento. Il massimo della pena era stato chiesto per per Rocco Mazzagatti, Domenico Scarfone, Pasquale Rustico, Giuseppe Ferraro e Simone Pepe, secondo l’accusa colpevoli di una serie di omicidi andati in scena nel corso della faida che nel 2012 ha visto contrapposte le famiglie cosche Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo da una parte e Ferraro-Raccosta dall’altra, tutte di Oppido Mamertina, nella Piana di Gioia Tauro.

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La sentenza ha invece decretato 20 anni e 4 mesi di reclusione per Mazzagatti, 10 anni per Domenico Scarfone, 13 anni e 4 mesi per Pasquale Rustico, 9 anni, più altri 6, per Simone Pepe, 10 anni per Leone Rustico (15 anni la richiesta) e 16 anni per Domenico Polimeni, per il quale l’accusa aveva chiesto 28 anni di carcere. Assolto Giuseppe Ferraro, un altro dei destinatari della richiesta di ergastolo da parte del Pm. Per tutti gli imputati destinatari di condanna c’è stata una sfilza di assoluzioni da diversi capi d’imputazione che venivano contestati dall’accusa, tra cui quello più importante, relativi agli omicidi. Assolti anche Silvia Atteni (6 anni la richiesta), Valerio Pepe (19 anni e 8 mesi la richiesta), e Alessandro Rocco Ruffa (15 anni la richiesta). L’inchiesta era chiamata a fare luce sugli omicidi efferati verificatisi a Oppido Mamertina tra marzo e maggio del 2012.

Tra questi quello di Francesco Raccosta, che secondo la tesi d’accusa sarebbe prima stato pestato a sangue e poi dato in pasto, da vivo, ai maiali. I presunti autori dei delitti, però, non sono stati riconosciuti tali dalla Corte d’Assise mentre, a vario titolo, hanno retto altre accuse tra cui quelle di associazione mafiosa, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, detenzione illegale di armi, procurata inosservanza di pena, e droga.

Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Veneto, D’Ascola, D’Acurto, Siclari, Infantino, Staiano, Contestabile, Monaco, Freno, Manna, Pignataro e Giunta.

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