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Agostino Ascone

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Emessa la sentenza per l’omicidio di Agostino Ascone: condannati all’ergastolo l’ex moglie e l’amante. 22 anni invece al loro complice


TAURIANOVA – Ergastolo per gli amanti diabolici Antonio Figliuzzi di Rosarno e la sua amante Ilaria Sturiale per la morte di Agostino Ascone, marito della Sturiale originario di Amato di Taurianova. Così ha disposto la Corte d’Assise del Tribunale di Palmi nel processo di primo grado a carico della coppia di amanti, ritenuta colpevole di aver ucciso e poi fatto scomparire il cadavere di Ascone. A 22 anni è stato condannato, invece Giuseppe Trapasso ritenuto complice di Figliuzzi.

L’imprenditore di 36 anni Agostino Ascone, originario della frazione Amato di Taurianova, scomparve il 27 dicembre scorso del 2021 è stato ammazzato – recita la sentenza – a conclusione di un piano diabolico dall’amante della moglie Ilaria Sturiale, un uomo legato ai Bellocco di Rosarno Salvatore Antonio Figliuzzi con l’aiuto di una terza persona Giuseppe Trapasso anch’esso di Rosarno. Dopo mesi di indagini dei Carabinieri, dunque, era arrivata una svolta su quella scomparsa che tanto clamore provocò nella Piana di Gioia Tauro. Di Agostino Ascone, l’imprenditore agricolo, si persero le tracce nel tardo pomeriggio del 27 dicembre 2021. Da allora di lui non si seppe nulla. Inutili le ricerche avviate in un territorio vastissimo compresa la foce e l’alveo del Mesima.

La verità è stata ricostruita dai militari del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro che hanno diedero esecuzione ad un provvedimento di «fermo di indiziato di delitto» emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, a carico della coppia di amanti e del loro complice. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, sono state effettuate dai militari del Nucleo Investigativo di Gioia Tauro, con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Taurianova e con l’intervento specialistico del personale del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina e del Reparto Anticrimine di Reggio Calabria, i quali attraverso una serie approfondimenti investigativi anche di natura tecnico-scientifica, erano riusciti a ricostruire gli ultimi movimenti della vittima prima della sua scomparsa ed a individuare i soggetti che si ritiene essere i responsabili della sua morte e dell’occultamento del suo cadavere, che non è stato ancora ritrovato. Un omicidio maturato, dunque in un mix di mentalità mafiosa caratterizzato da atroce violenza.

Salvatore Antonio Figliuzzi di 49 anni, uno dei due uomini fermati ieri mattina dai Carabinieri e ritenuto essere l’amante della moglie di Ascone, era il marito della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola che, nel 2011, morì dopo aver ingerito dell’acido. Figliuzzi ha precedenti per mafia essendo stato condannato in via definitiva nell’ambito del processo Bosco Selvaggio. Un epilogo terribile per l’imprenditore agricolo la cui fine è giunta a conclusione di una trama criminale assurda con i due amanti che programmano con l’aiuto del complice la morte di Ascone.

Da quanto venne ricostruito sembra che Ascone sia stato attirato in una trappola da Figliuzzi che gli ha dato appuntamento in contrada Pegara di Taurianova proprio nel pomeriggio del 27 dicembre. A quell’appuntamento Figliuzzi ci andò, secondo la ricostruzione dei Carabinieri accompagnato proprio da Trapasso. Poi con due macchine diverse raggiunsero prima nella zona di Rosarno e subito dopo fecero ritorno nel territorio di Taurianova. Gli inquirenti sembrano certi che la morte di Ascone sarebbe avvenuta proprio quel pomeriggio stesso mentre non si ha ancora certezza di quando sarebbe avvenuto l’occultamento del suo cadavere e dove

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