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Operazione questa mattina, denominata Marcos, che ha consentito di sgominare presunta organizzazione dedita secondo le indagini al traffico internazionale di cocaina. L’operazione è stata compiuta dai Carabinieri di Milano per l’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti italiani ritenuti responsabili di importare cocaina dalla Colombia. Contestualmente, secondo quanto precisato dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano sono state eseguite 17 perquisizioni in varie province lombarde e a Reggio Calabria e Parma. Le indagini sono cominciate nel 2007 nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico internazionale di cocaina gestito da gruppi di persone legate alla ‘ndrangheta in collaborazione con la Dea (Drug Enforcement Administration) americana. Complessivamente l’operazione ‘Marcos’ ha portato all’arresto di 18 persone dalla fine del 2007 a oggi, e al sequestro di 1,5 Kg di cocaina, 6,5 Kg di hashish e 2 di marijuana, oltre a due pistole. L’accusa è di spaccio di stupefacenti aggravata dalla grande quantità. La mancanza della partita più grossa, 1.130 kg di cocaina che non sono mai arrivata in Italia perchè intercettata nel febbraio scorso dalla polizia polacca, ha infatti impedito di contestare il reato di traffico internazionale. I principali personaggi che orbitavano intorno a questo colossale acquisto sono Antonino Paviglianiti, 59 anni, parente di Domenico Paviglianiti (elemento di spicco della ‘ndrangheta), Marcello Sgroi, di 59 anni, e Luciano Bertelli, di 58, ritenuti vicini ai compratori, e i fratelli Antonio e Domenico Vottari, rispettivamente di 39 e 42 anni che secondo i carabineri gestirebbero lo spaccio nel Milanese tra Cesate e Garbagnate. Sette perquisizioni sono state compiute dai carabinieri anche in provincia di Reggio Calabria, a Villa S.Giovanni, S.Eufemia d’Aspromonte e Sinopoli. DROGA, UNO DEGLI ARRESTATI: “IN ITALIA COMANDANO SICILIANI E CALABRESI”[/B Marcello Sgroi, 58 anni, uno degli arrestati nell’operazione antidroga che ha portato al sequestro di oltre una tonnellata di cocaina, si rivolge così a un componente di un cartello colombiano con cui stava trattando per l’acquisto dello stupefacente: «In Italia è tutto comandato da siciliani e calabresi. A Milano per esempio è tutto in mano ai calabresi». Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che hanno portato in carcere 15 persone, Sgroi aveva organizzato una compravendita di 1.130 chili di cocaina che dalla Colombia sarebbe dovuta arrivare in Italia transitando dalla Polonia. A comprare parte del carico alcuni soggetti collegati a cosche della Locride e della piana di Gioia Tauro, fra cui Marco e Antonino Paviglianiti di 26 e 58 anni. La droga sequestrata a Varsavia avrebbe dovuto raggiungere l’Italia a bordo di tir e sarebbe poi finita sul mercato dello stupefacente nelle piazze a nord di Milano. I militari hanno condotto oggi diverse perquisizioni di cui sette in Calabria. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno anche accertato episodi di corruzione a carico della famiglia Paviglianiti: alcuni di loro avevano corrotto un medico nel carcere di Spoleto affinchè firmasse certificati medici favorevoli a familiari rinchiusi in quella casa circondariale.

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