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I carabinieri durante il sequestro

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ROSARNO (REGGIO CALABRIA) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno proceduto al sequestro di beni aziendali, immobili e finanziari riconducibili al patrimonio di Giovanni Battista Cacciola, di Rosarno cl. 64, ritenuto facente parte a vario titolo alla cosca di ‘ndrangheta dei “Cacciola-Grasso”, considerata dagli inquirenti una delle consorterie criminali più agguerrite del mandamento tirrenico che esercita la propria egemonia sul territorio di Rosarno, Gioia Tauro e zone limitrofe.

Le indagini che hanno consentito l’adozione del provvedimento prendono le mosse dalle operazioni “Mauser” e “Scacco Matto”.

Cacciola è stato «condannato in primo grado e in Appello alla pena di 16 anni di reclusione e 26.000 euro di multa, per i reata di associazione di tipo mafioso costituita allo scopo di commettere plurimi delitti di acquisto, trasporto e commercializzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. L’uomo, in particolare, è sempre stato vicino ad esponenti vicini alle ‘ndrine – scrivono i carabinieri – che operano nella zona tirrenica, ed è egli stesso considerato “elemento di spicco” in virtù dell’attività delinquenziale palesata che di recente si è estrinsecata nel campo dei delitti contro la persona e il patrimonio, quale “capo, promotore ed organizzatore” dell’omonima associazione mafiosa».

A tal fine i militari ricordano come «lo scorso 9 luglio, è stato destinatario di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’indagine denominata “Ares” (SCOPRI TUTTI I CONTENUTI SULL’OPERAZIONE ARES) condotta dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro. Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro un esercizio pubblico, un’azienda agricola, quattro immobili, 5 terreni, assieme a conti correnti e prodotti finanziari riconducibili all’interessato e al suo nucleo familiare, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro».

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