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Una simulazione del Ponte sullo Stretto

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«ESPERTI al lavoro in vista dell’incontro di martedì 8 novembre al dicastero delle Infrastrutture e Trasporti: il vicepremier e ministro Matteo Salvini si confronterà con i presidenti di Regione Roberto Occhiuto e Renato Schifani e all’ordine del giorno ci sarà soprattutto il progetto di Ponte sullo Stretto».

Lo rendono noto fonti del Ministero secondo cui «per questo motivo, il ministro Salvini sta raccogliendo anche le riflessioni di esperti che hanno offerto il proprio contributo. L’ultimo caso è quello del Consiglio nazionale degli ingegneri, i cui vertici hanno assicurato massimo sostegno per concretizzare un progetto che Salvini definisce «avveniristico».

Il vicepremier e ministro lo ha caldeggiato anche nelle recenti interlocuzioni internazionali come quello con la commissaria  europea ai Trasporti, Adina Valean» ricordano le stesse fonti.

Quello del Ponte sullo Stretto è un progetto che comprende collegamenti stradali e ferroviari per 40 chilometri, che permetterà l’attraversamento di 6 milioni di veicoli l’anno e 60mila treni.

Il numero maggiore di attraversamenti, attualmente condizionati dai tempi d’attesa per i collegamenti via nave, è senz’altro tra i benefici promessi dall’opera.

 Una rete ferroviaria di questa portata inoltre, metterà in connessione i porti di Messina, Catania e Palermo, potrebbe far diventare la Sicilia il più grande porto del Mediterraneo.

A Messina poi, verranno realizzati 12 chilometri di rete autostradale con tre nuovi caselli fino a Ganzirri e 15 chilometri di ferrovia a doppio binario con tre stazioni cittadine; a questo si aggiunge la metropolitana dello Stretto che correrà nel sottosuolo dal Ponte alla stazione. La Calabria invece ospiterà il Centro direzionale per la gestione e il monitoraggio del Ponte.

Il progetto prevede anche diversi interventi per limitare il rischio idrogeologico nei territori, tra questi il ripascimento di oltre 10 chilometri di costa messinese per contrastare l’erosione marina, e la riqualificazione di ex cave abbandonate per trasformarle in aree ad uso ludico e ricreativo. Espressamente richiesto dalle Regioni è inoltre il ripristino della funzionalità di torrenti e fiumare. In più è previsto un sistema delle compensazioni ambientali e paesaggistiche che prevede interventi per la valorizzazione delle aree naturali e storico-culturali, nonché per la riqualificazione delle zone coinvolte dalle attività di costruzione.

Il Ponte, però, è anche opera che negli anni ha scatenato grandi dibattiti. Oggi a ribadire il proprio dissenso è Legambiente. «Il Paese non ha bisogno di opere faraoniche e di cattedrali nel deserto come il Ponte sullo Stretto di Messina, ma di interventi concreti a partire da una massiccia cura del ferro e dal potenziamento del trasporto via nave». Questo è quanto afferma Legambiente.

L’associazione ha lanciato un appello, unito ad un pacchetto di 4 proposte, al nuovo Esecutivo guidato da Giorgia Meloni e al ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili Matteo Salvini, in vista del vertice di domani. In dettaglio secondo Legambiente bisogna rilanciare gli investimenti in collegamenti veloci e frequenti tra la Sicilia, la Calabria e il resto della Penisola; bisogna poi portare le Frecce nei collegamenti tra Palermo, Catania e Roma, garantendo gli investimenti per il servizio e il nuovo materiale rotabile in modo da utilizzare da subito al meglio la linea tirrenica dopo gli interventi fatti e riducendo i tempi sulla tratta tra Reggio e Roma a massimo 4 ore e trenta minuti. Legambiente chiede poi di potenziare il trasporto via nave lungo lo Stretto e bisogna rafforzare i collegamenti in treno da Reggio Calabria a Taranto e Bari, sia quelli passeggeri con nuovi collegamenti diretti tramite le Frecce, che quelli merci.

A contrastare il parere dell’associazione, le dichiarazioni di Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto e Confcommercio. «Basta con la retorica del “no”: il Governo ha ottenuto il consenso degli italiani per rilanciare le imprese e l’economia del Paese». «L’Italia deve recuperare il ruolo piattaforma europea del Mediterraneo, Il Ponte sullo Stretto è lo strumento per il raggiungimento di questo obiettivo». «Unire il nord dell’Europa (Finlandia) con il Sud dell’Europa (Sicilia) – continua – è una scelta politica avveduta più volte ribadita a livello comunitario. Realizzarla significa incrementare la competitività e la produttività delle imprese», conclude il presidente di Conftrasporto.

Lo stesso Matteo Salvini risponde a Legambiente: «Vogliamo creare lavoro, disinquinare, sbloccare cantieri e investire in trasporto su ferro e via mare, ma anche lasciare ai nostri figli un’opera che renderà l’Italia un Paese leader al mondo come il Ponte sullo Stretto, l’opera più avveniristica ed ecologica della storia» afferma il ministro che parla di «Opera Green perché, secondo diversi studi tecnici, grazie al Ponte si taglierebbero oltre 100.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica annue».

A sostenere il ministro, arriva Simona Loizzo, deputato calabrese della Lega. «Chi dice che è un’opera inutile mente – aggiunge – perché non solo darebbe lavoro a oltre centomila persone ma sbloccherebbe gli altri cantieri, come effetto traino, dalla Ss106 alla rete autostradale siciliana. Salvini ha già in mano i dossier sulla Calabria e sa perfettamente che gli interventi dovranno riguardare quanto già previsto dal Pnrr sull’Alta velocità fino a Reggio Calabria».

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