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Inaugurata a Bovalino la Casa della Legalità intitolata a Alfredo Battaglia: l’immobile confiscato alla ‘ndrangheta diventa centro sociale per i giovani.
BOVALINO (REGGIO CALABRIA)– Per oltre quindici anni quel palazzo all’ingresso di Bovalino è stato il simbolo tangibile del potere criminale: un immobile confiscato alla ’ndrangheta, ma lasciato dallo Stato nel degrado e devastato anni fa persino da un incendio doloso che aveva trasformato la struttura in un ammasso di cemento e cenere. Da oggi, 23 maggio 2026, però, quel luogo ha cambiato volto e significato: lì è nata la Casa della Legalità. Grazie a un progetto di riqualificazione dei beni confiscati, il nero dell’incendio ha lasciato spazio al bianco e al blu della nuova struttura, inaugurata oggi alla presenza della sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.
Particolarmente significativa la scelta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Maesano di intitolare la Casa della Legalità ad Alfredo Battaglia, imprenditore bovalinese scomparso nel 2017, cui storia resta una ferita nella memoria della Locride. La sera del 30 ottobre 1979 Alfredo aveva appena 13 anni quando venne sequestrato dalla ’ndrangheta. Fu primo caso di sequestro di persona nella storia di Bovalino. Rimase nelle mani dei carcerieri per 115 giorni, fino alla liberazione avvenuta il 23 febbraio 1980.
LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELLA CASA DELLA LEGALITÀ E IL RICORDO DI BOVALINO ALLE VITTIME DEI SEQUESTRI
Questa mattina, al taglio del nastro, visibilmente commossi, erano presenti i familiari di Alfredo Battaglia. Con loro il prefetto vicario Gaetano Tufariello, le massime autorità territoriali dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e la Polizia municipale. Numerosi i sindaci del comprensorio presenti e tanti cittadini di Bovalino. Tra il pubblico anche uomini e donne che nel cure portano il peso e dolore dei sequestri di persona. Cittadini come Deborah Cartisano, referente di Libera e figlia di Lollò Cartisano, il fotografo di Bovalino sequestrato e ucciso dall’Anonima sequestri. Con riservatezza erano presenti anche i familiari di un’altra vittima bovalinese di rapimento. Presenze silenziose ma profondamente significative in una giornata dedicata al riscatto di un territorio segnato dalla violenza mafiosa. Dopo il taglio del nastro e l’Inno d’Italia eseguito dagli studenti di Bovalino, la cerimonia è proseguita con gli interventi istituzionali e la partecipazione dell’attore Giorgio Pasotti.
IL PROGETTO SOCIALE DA UN MILIONE DI EURO E LA PRESENZA DELLO STATO
Il sindaco Maesano ha definito l’inaugurazione della Casa della Legalità «uno dei risultati più importanti» del suo mandato. «La comunità bovalinese riabbraccia un immobile confiscato alla criminalità che avrà una finalità sociale molto rilevante. Offrirà servizi e opportunità di crescita ai giovani usciti dai circuiti penali o che non hanno avuto la fortuna di vivere in un contesto civile e legalizzato», ha dichiarato Maesano. L’immobile trasformato grazie a un progetto finanziato con quasi un milione di euro del Pon, ospiterà laboratori e una sala conferenze. Nel suo intervento la sottosegretaria Wanda Ferro ha collegato l’inaugurazione al valore della memoria, all’anniversario della strage di Capaci. «Questa Casa della Legalità rappresenta – ha detto la Ferro- una testimonianza forte che restituisce ai cittadini onesti ciò che la criminalità aveva sottratto al territorio». Ricordando così come «lo Stato è presente e non si gira dall’altra parte».
Nel corso della cerimonia il sindaco Maesano ha inoltre ricordato alla sottosegretaria la richiesta avanzata dal Consiglio comunale per il riconoscimento del titolo di città a Bovalino. Inoltre ha annunciato che un altro bene confiscato alla ndrangheta presto diventerà la Casa dell’Amicizia. Domani, 24 maggio 2026 alle ore 18:30, invece, sempre nella paese della costa jonica reggina verrà inaugurata “La casa della cultura”.
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