Le auto date fiamme durante l'assalto
3 minuti per la letturaUna azione criminale da guerriglia militare quella messa in atto per portare a termine la rapina con assalto al portavalori della Sicurtransport. E non si esclude che la ‘ndrangheta possa aver avallato il colpo
SCILLA-BAGNARA- Un’azione militare portata a termine da professionisti del crimine. Gente esperta che in pochi minuti ha assaltato un portavalori della ditta Sicurtransport, immobilizzato le guardie giurate e prelevato qualcosa come due milioni di euro. Somma destinata a uffici postali per il pagamento delle pensioni e delle tredicesime. Un calcolo ben fatto da parte della banda, i cui componenti, presumibilmente una decina, di sicuro ben conoscono le tecniche di guerriglia.
Hanno organizzato ogni dettaglio alla perfezione. Alle 6.30 di ieri mattina, 1 dicembre 2025, tra gli svincoli di Bagnara e Scilla, direzione Salerno, hanno fatto scattare il piano. Secondo le prime ricostruzioni, i banditi hanno prima bloccato il traffico, posizionando di traverso alcune autovetture lungo la carreggiate, per poi incendiarle. Nel contempo hanno lasciato sull’asfalto chiodi per bloccare il furgone, ed infine hanno diversi colpi di pistola in aria, con il chiaro intento di creare panico. A quel punto, acquisito il controllo del mezzo, hanno intimato agli uomini che si trovavano all’interno di non opporre la minima resistenza e consentire il prelevamento dei soldi.
Tutto questo è avvenuto davanti allo sguardo di automobilisti e camionisti che a distanza hanno potuto intraveder qualcosa, senza però realizzare compiutamente cosa stesse accadendo. Il furgone della ditta Sicurtransport aveva cominciato il suo viaggio poco meno di mezz’ora prima. Dopo avere portato a termine il caricamento del denaro dentro il furgone, che sarebbe dovuto arrivare nella prima mattina in tutti gli uffici dislocati nella provincia, si sono messi in viaggio dalla sede delle poste centrali di Reggio.
Fino a Scilla tutto è sembrato tranquillo, poi, dopo essere entrati in una delle tante gallerie, che segnano il percorso fino allo svincolo di Bagnara, l’attacco dei rapinatori che, per mettere a segno il colpo, hanno utilizzato armi di vario calibro e di altissima precisione. Svuotato il furgone, i criminali si sono velocemente dati alla fuga utilizzando altre due vetture, risultate rubate. E’ immaginabile che non siano fuggiti sfruttando l’autostrada, ma che abbiano utilizzato le strade ad essa collegata, per far perdere definitivamente le loro tracce.
Scattato l’allarme, sul posto sono arrivati Polizia e Carabinieri, e altre forze di polizia. Gli investigatori della Squadra Mobile, di Reggio, diretta da Gianfranco Minissale, sono stati impegnati per i rilievi scientifici. Il lavoro è proseguito per tutta la giornata e anche i giorni che verranno saranno impegnativi. Le guardie giurate sono state brevemente ascoltate, ma per loro si è reso necessario il trasferimento in ospedale per accertamenti. Sono apparsi provati e sotto shock, ma nessuno di loro è rimasto ferito. Oggi o domani potrebbero essere di nuovo ascoltati. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta – un pensiero che si fa è che la ‘ndrangheta abbia dato il suo assenso all’operazione- scoppia la polemica politica tra maggioranza e opposizione.
E’ Nicola Irto, senatore della Repubblica e segretario regionale della Calabria del Pd, ad aprire il confronto: «La Calabria ha bisogno di istituzioni presenti- scrive in una nota- capaci di prevenire il radicamento di dinamiche criminali e di garantire a cittadine e cittadini la piena fruibilità dei propri diritti». Irto cita anche altri episodi delittuosi avvenuti recentemente sul territorio calabrese.
Immediata la risposta del sottosegretario all’interno Wanda Ferro: «Il Pd- afferma l’esponente del governo- da qualche settimana sembra avere improvvisamente riscoperto il tema della sicurezza, dopo anni in cui i governi di centrosinistra lo hanno relegato in fondo all’agenda politica. Il governo Meloni, grazie anche all’impegno del ministro Piantedosi ha invertito la rotta con i fatti». Intanto dal sindacato Savip arriva la reazione del vicesegretario nazionale, Vincenzo del Vicario: «Le guardie giurate-afferma- sono lasciate allo sbaraglio sull’intero territorio nazionale».
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