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Gli ulivi bruciati dalle fiamme

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Gli incendi hanno devastato i terreni confiscati con gli uliveti secolari in diverse frazioni del comune di Oppido Mamertina


OPPIDO MAMERTINA (REGGIO CALABRIA) – Un nuovo duro colpo al patrimonio agricolo confiscato alla ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro e assegnato per finalità sociali alla Valle del Marro – Libera Terra.

Nel tardo pomeriggio di lunedì 21 luglio, i soci della Cooperativa Sociale, hanno scoperto un incendio che ha devastato gli uliveti secolari coltivati dalla cooperativa nella frazione di Castellace, nel comune di Oppido Mamertina, in località Maddalena e nelle contrade Pantera e San Giovanni.

Le fiamme degli incendi hanno interessato tre terreni confiscati alla criminalità organizzata, provocando danni ingenti. Nel terreno di località Maddalena, esteso circa tre ettari, l’incendio ha colpito soprattutto la parte interna dell’uliveto. Le piante poste lungo il bordo della strada si sono salvate, mentre quelle raggiunte dalle fiamme hanno riportato gravi danni: il fuoco ha bruciato la chioma, risparmiando in molti casi soltanto il tronco.

Ancora più pesante il bilancio in contrada Pantera, dove su una superficie di circa nove ettari è andato distrutto circa il 70% degli ulivi secolari. In contrada San Giovanni, su un terreno di circa due ettari, gran parte delle piante è stata largamente distrutta dalle fiamme. L’episodio arriva a distanza di un giorno da un altro incendio che aveva già colpito la cooperativa nel territorio di Gioia Tauro, in località Pontevecchio, dove sono andati in fumo sette ettari di coltivazioni mellifere realizzate nell’ambito degli eco-schemi previsti dalla Politica Agricola Comune. Un danno economico rilevante, ma anche un grave colpo agli interventi di tutela della biodiversità e dell’ambiente promossi dalla cooperativa sociale.

«Ancora una volta ci troviamo davanti a un episodio che colpisce beni confiscati alla mafia e il lavoro quotidiano di chi li restituisce alla collettività – dichiara il presidente della Cooperativa Sociale Valle del Marro – Libera Terra, Domenico Fazzari – non ci lasciamo scoraggiare: continueremo a coltivare questi terreni con la stessa determinazione di sempre, perché ogni albero e ogni raccolto rappresentano un segno concreto di lavoro dignitoso e riscatto sociale. Ci auguriamo che venga fatta piena luce sull’origine di questi incendi e che le Istituzioni sostengano con misure concrete chi ogni giorno si prende cura dei beni confiscati, trasformandoli in opportunità di sviluppo e di speranza».

La Cooperativa Valle del Marro – Libera Terra opera da oltre vent’anni sui terreni confiscati alle cosche della Piana di Gioia Tauro, promuovendo un modello di agricoltura biologica, etica e sociale, fondato sulla legalità, sull’inclusione lavorativa e sulla valorizzazione del territorio. Gli incendi di questi giorni rappresentano un nuovo e pesante danno non solo per la cooperativa, ma per l’intera comunità, che vede compromesso un patrimonio di ulivi secolari restituito all’uso pubblico e produttivo. Nelle prossime ore sarà effettuata una ricognizione tecnica per quantificare con precisione i danni e valutare gli interventi necessari per il recupero degli appezzamenti.

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