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Il Consiglio dei ministri ha prorogato a San Luca di altri sei mesi il lavoro della commissione straordinaria per completare il risanamento dai condizionamenti mafiosi.
SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) — «In considerazione della necessità di completare l’azione di risanamento dai condizionamenti da parte della criminalità organizzata». Con questa motivazione, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato la proroga, per la durata di sei mesi, dello scioglimento del consiglio comunale di San Luca. E’ stata cosi prolungata la gestione straordinaria nel cuore dell’Aspromonte. Il provvedimento si inserisce in una complessa parabola amministrativa iniziata ufficialmente il 27 marzo 2025. In quella data, sempre su proposta del Ministro Piantedosi, il Consiglio dei Ministri aveva decretato lo scioglimento, affidandone la gestione a una Commissione straordinaria per un periodo di 18 mesi.
All’indomani dello scioglimento, il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, aveva firmato il decreto di nomina per la terna commissariale che ha assunto la guida del Comune: il prefetto in pensione Antonio Reppucci, il viceprefetto Matilde Mulè e il dirigente Rosario Fusaro.
COMMISSIONE STRAORDINARIA E IL PARADOSSO A SAN LUCA DI UN COMUNE GIÀ DECADUTO
La decisione del Governo del marzo 2025 aveva colpito un consiglio comunale che, nei fatti, non era già più in carica dal maggio 2024. Infatti c’era già stata la decadenza naturale del mandato dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Bruno Bartolo. Per quasi un anno, infatti, il Comune era stato retto dal solo commissario prefettizio Rosario Fusaro. Dopo qualche mese lo stesso era stato affiancato da un sub-commissario. Questo prima che lo scioglimento per infiltrazioni mafiose trasformasse la gestione in una Commissione a tre. Dietro la firma del decreto di scioglimento ci sono le risultanze della Commissione d’accesso agli atti inviata a suo tempo dal Prefetto Clara Vaccaro. Le indagini degli ispettori avrebbero evidenziato gravi, comprovate e costanti infiltrazioni della ’ndrangheta all’interno della macchina pubblica. Queste, secondo le risultanze della commissione di accesso- sarebbero stati capaci di compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa. E, di conseguenza di condizionare pesantemente le decisioni e le attività del Comune sotto la gestione Bartolo.
I CITTADINI
San Luca avrebbe dovuto teoricamente tornare alle urne già nella tornata elettorale di maggio 2024. Tuttavia, tra i vicoli del paese l’aria che si respirava era di profondo scetticismo, sintetizzato da una frase diventata quasi un mantra tra i cittadini: «Non vale la pena che ci candidiamo, tanto ci sciolgono». Ora, con i sei mesi di proroga concessi dal Viminale, la Commissione straordinaria guidata da Reppucci, Mulè e Fusaro avrà più tempo per completare la bonifica burocratica dell’ente, sistemare tutte le incongruenze riscontrate dalla terna e la sfida più grande: restituire al paese di San Luca lo stadio comunale che lo Stato nel 2017 aveva “donato” alla cittadina.
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