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Una San Luca deserta

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SAN LUCA (REGGIO CALABRIA) – Due zone rosse nella Locride. Là dove il pericolo era percepito come lontano. Adesso, invece, è molto vicino. Insieme all’intero territorio comunale di San Luca, anche la frazione Palazzi del comune di Casignana da ieri è zona rossa, fino al 30 gennaio (LEGGI). Lo ha disposto una nuova ordinanza del presidente facente funzioni della giunta regionale, Antonino Spirlì, che ha così accolto la richiesta di emergenza inviata nel pomeriggio di venerdì dal sindaco di San Luca, Bruno Bartolo.

Non avevano richiesto lo stato di emergenza gli amministratori comunali di Casignana: «Un provvedimento arrivato tra capo e collo» dichiara Rocco Celentano, sindaco di Casignana. Il primo cittadino della piccola borgata spiega «abbiamo cercato di scongiurare questo provvedimento anche perché nella nostra contrada di Palazzi non ci sono negozi, neppure di generi alimentali e quindi gli abitanti dovranno necessariamente spostarsi per necessità».

Nella frazione Palazzi si contano 31 positivi, appartenenti due/tre nuclei familiari «sono stati comunque bravi i cittadini – conclude Celentano – che ai primi sintomi si sono posti in auto-quarantena e poi, appena noi abbiamo avuto i risultati dei tamponi, abbiamo provveduto subito con le ordinanze per la quarantena».

Il focolaio della frazione di Casignana sembrerebbe avere origine dal vicino paese di San Luca dove i positivi oggi sono 130, di cui due ricoverati al Gom di Reggio Calabria, si tratta di uomo di circa 50 anni e di un ragazzo classe 1994; entrambi con polmonite bilaterale dovuta al Covid-19 e non hanno altre patologie. Per il 26 enne ricoverato è stato necessario l’aiuto dell’ossigeno.

E San Luca ieri era un paese fantasma. Per le vie poche macchine, ancor meno persone. Le mascherine, al fianco di magliette e pantaloni, vengono appese ad asciugarsi al timido sole che illumina il paese. I bar sono chiusi, restano aperti solo i negozi di genere alimentare, i tabacchino e le pasticcerie dove però è vietato l’ingresso e si lavora d’asporto.

Anche la chiesa è blindata e diventa il simbolo dell’emergenza sanitaria nel paese che fu di Corrado Alvaro: un nastro rosso e bianco sigilla la porta e tiene appeso un foglio di carta bianco dove con il pennarello nero il parroco ha scritto “la santa messa di questa sera non sarà celebrata per motivi di prudenza Covid”.

Mentre nel centro regna il silenzio, alle porte del paese c’è un via vai di macchine. Ieri, il primo giorno da zona rossa è coinciso con l’avvio dello screening di massa organizzato dal comune di San Luca. L’amministrazione comunale di Bruno Bartolo ha, infatti, acquistato 500 test antigienici da effettuare gratuitamente ai cittadini di San Luca.

E dal primo giorno di screening arrivano buone notizie: sui 212 test eseguiti, dal personale di un laboratorio privato di Catanzaro, soltanto una persona è risultata positiva e questa, era già posta in isolamento fiduciario.

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