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Un particolare della locandina

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L’ASPROMONTE ritorna dall’11 agosto. I luoghi non sono cattivi, mai. Sono gli uomini a trasformarli, a farli diventare, o sembrare, buoni o cattivi. L’Aspromonte, Africo, non sono cattivi, qualcuno, qualche volta, li ha fatti diventare luogo del male; molti, molte volte, li hanno rappresentati come luoghi del male.

Gente in Aspromonte è nato per “rimettere”, in un certo senso, in ordine le cose. Trasformando le Querce di Carrà nella casa di tutti, ha permesso, a chi ha voluto, di comprendere che stare lontano dall’Aspromonte è un po’ come stare lontano da casa. Che stare lontano dai luoghi di Alvaro e Strati è stare lontano dal luogo della meraviglia, privarsi di un bene profondo, primordiale, intonso.

L’Aspromonte, superati gli eventi tristi, e reali, e gli stereotipi, ridiventa il posti dello spirito: l’ultimo sospiro d’oriente, nel cuore di un occidente che forse ha smarrito la via del cuore ed ha bisogno dei propri lembi, dei margini per ritrovarsi.

Gente in Aspromonte ritorna per il quarto anno, ridà a tutti la possibilità di stare insieme, parlarsi, riconoscersi, riconquistare l’importanza della discussione, la formidabile modernità del pensiero. Il raduno si allarga, dura cinque giorni; si espande nell’arco aspromontani e ricomprende i propri territori, riabbracciare Gallicianò, Sant’Agata del Bianco, si connette in collaborazione con Caccuri, sulla Sila. Prova a dirci che i Calabresi non vogliono, soltanto, essere parlati. Parlano, parlano, e hanno tantissime cose da dire, da proporre. Che solo attraverso la condivisione delle parole, dei luoghi, possa riformarsi una Calabria compatta, che abbracci il progetto, che cominci, finalmente, un percorso di modernità.

Un proprio percorso di modernità. La Calabria delle Querce di Carrà, è una terra che si apre ai calabresi, e si apre al Paese. Il programma si alla alle questioni nazionali: la giustizia, la cultura, l’ infanzia. La forza propulsiva dell’arte, il dono della natura che concede risorse economiche e non sia solo cartolina.

Ad Africo, nei siti dellAspromonte, diventato Geoparco, diventati patrimonio Unesco dell’umanità, si va per appartenere a un mondo diverso, che vuole il futuro, che vieta i piagnistei e la nostalgia come esercizio romantico. L’Aspromonte è casa la casa di tutti; e a casa propria non servono inviti.

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