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Zingaretti sul palco di Reggio Calabria con Falcomatà

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REGGIO CALABRIA – Nicola Zingaretti arriva a Reggio Calabria e in un comizio pubblico interviene per sostenere la candidatura a sindaco di Giuseppe Falcomatà. Nel suo intervento, il segretario nazionale del Pd ha evidenziato: «L’odio non crea un posto di lavoro, non crea un’impresa, non crea sviluppo. Indicano solo i colpevoli ma non creano speranza. Eccola la differenza. Onore al sindaco Falcomatà che per la sua città ha combattuto, e io l’ho visto, e l’ha salvata con il decreto di Agosto. Per vincere ha battuto i pugni sul tavolo, ha chiamato il segretario del partito, ha richiamato il Governo, pensando alla sua comunità e non alle alchimie romane».

Zingaretti ha anche risposto al reggente politico del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, il quale aveva detto che in caso di sconfitta il problema sarà del Pd perché i governatori sono tutti del Pd: «Veramente loro presentano candidati ovunque, che non riusciranno mai neanche a essere eletti, quindi – ha affermato ZIngaretti – mi dispiace se lo ha detto, ha sbagliato e il problema fondamentale se vincono i candidati della destra è per i cittadini, per chi vive in queste regioni. Sono orgoglioso che il partito democratico è l’unico partito della coalizione che si presenta ovunque, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, con alleanze e candidature, le uniche competitive per vincere».

«Perché – ha aggiunto Zingaretti – quando si fa politica è giusto testimoniare i valori, ma quando si fanno le elezioni bisogna far vincere quei valori e quindi noi corriamo per vincere e faccio un appello a tutta la base, ai cittadini e alle cittadine, ai giovani, che non vogliono che torni Salvini, che non vogliono che torni la Meloni, di unirsi intorno a queste candidature che qui a Reggio Calabria sono rappresentate da Falcomatà, e per le regioni sono rappresentate dagli unici sindaci che combattono per vincere. Chi non combatte per vincere si illude che non può perdere, sicuramente non può vincere».

Zingaretti ha anche lanciato frecciate ai suoi avversari e alla Lega in particolare: «Non è vero che siamo tutti uguali, che chi vince o perde tanto è la stessa cosa. C’è una differenza tra un sindaco che ama la sua città e un partito che qui chiede voti e quando esce dalla Calabria vi chiama terroni: non può fare il sindaco, ci vuole coerenza, si vergognino di avere sempre due parole a seconda di dove stano».

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