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Referendum, in Aspromonte, da Platì a San Procopio le percentuali bulgare per la riforma divenute caso nazionale. L’attenzione richiamata dal radicamento storico della ’ndrangheta in quelle zone
REGGIO CALABRIA – Il dato non ha assunto un valore solo statistico, ma è diventato argomento dibattuto in Calabria e in tutta la nazione. Ci riferiamo all’andamento del voto in alcuni comuni del reggino ed in modo particolare della fascia preaspromontana, dove il sì ha ricevuto gradimenti altissimi e il cui richiamo, scriviamolo senza tanti infingimenti, è dovuto al fatto che sono paesi marchiati come realtà di ‘ndrangheta, o meglio in cui la ‘ndrangheta è presente anche numericamente e considerevolmente.
REFERENDUM, IL VOTO IN ASPROMONTE DIVENTA CASO NAZIONALE
Una situazione in controtendenza, rispetto al resto della Calabria, tranne che a Reggio: nella provincia ha vinto il sì e anche nel capoluogo, seppur di misura, si sono contati più voti a sostegno della riforma. Osservando i risultati dello spoglio, l’attenzione di molti si è concentrata su San Luca e Platì, piccolissimi paesi, le cui urne hanno consegnato alla storia percentuali bulgare per il sì.
I NUMERI DEL VOTO
A San Luca hanno votato a favore 758, a fronte dei 162 che hanno bocciato la proposta riformatrice. Settecentocinquantotto votanti corrispondono all’82 per cento dell’elettorato, contro il 17,61 per cento dei rimanenti elettori con diritto al voto. A Platì la percentuale del sì aumenta di quasi 8 punti. L’ok alla riforma si attesta di un filo sotto il 90 per cento del consenso, per l’esattezza l’89,63 per cento, pari a 1080 voti. Il no ha ottenuto invece 125 voti, in percentuale il 10.37.
Anche in altri centri il dato indica una controtendenza marcata. A San Procopio il sì ha ottenuto il 90,69 per cento. Ad Africo, i favorevoli al sì corrispondono al 78,70 per cento dei votanti. I no, ovviamente, sono il 21,30 per cento. Risultano in termini di preferenze, rispettivamente per i due schieramenti, 680 e 184 voti.
L’85,61 per cento di sì è stato registrato a Sinopoli, contro il 14,39 schieratosi per il no. A prescindere dalla narrazione che si può fare sui comuni che abbiamo menzionato, a macchia di leopardo, in prospettiva di una esclusiva finalità statistica, si rileva che nel reggino ci sono alcuni centri molto più popolosi e quindi con un numero maggiore di votanti, in cui il No ha vinto con maggioranza risicatissima. Anche questi sono dati che suscitano interesse.
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