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Un progetto di Ponte sullo Stretto

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ROMA – Il Ponte di Messina fa un altro passo avanti. L’Unione europea infatti, coprirà metà dei costi per l’aggiornamento degli studi sull’impatto ambientale dell’opera. Ad annunciarlo Pat Cox, che a Bruxelles si occupa del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, una delle grandi strutture di collegamento che da Nord a Sud e da Est a Ovest avranno il compito di rendere più rapidi ed efficienti gli spostamenti all’interno della Ue.

L’ex presidente irlandese del Parlamento europeo nel corso di un vertice al ministero delle Infrastrutture ha anche proposto un appuntamento a Bruxelles per approfondire il dossier a livello tecnico. Dichiarazioni che suonano come un sostegno alle intenzioni del governo italiano che sul Ponte si sta spendendo molto. In prima fila il vicepremier e ministro della Infrastrutture Matteo Salvini, che entrando alla Camera per il question time ha definito il collegamento fra Sicilia e Calabria “un diritto degli italiani”.

Poi, incontrando Cox ha annunciato l’intenzione di girare in tutta Europa per presentare il progetto del ponte, illustrarne i vantaggi e cercare eventuali finanziamenti. Idea che il leader della Lega lancia proprio mentre si discute dei costi dell’opera. Il Def, approvato la scorsa settimana, stima in 14,6 miliardi l’investimento necessario, cifra maggiore rispetto ai 10 di cui si era parlato in precedenza, mettendo in risalto l’assenza al momento di una copertura. Un problema che, secondo Salvini, troverà una soluzione nella prossima legge di bilancio. D’altronde non potrà essere diversamente se si vorranno rispettare i tempi e si vorrà porre la prima pietra entro l’estate del 2024. “Sarà la più grande opera europea dei prossimi anni, un capolavoro di ingegneria”, spiega il vicepremier durante l’incontro. Con i goivernatori delle due regioni interessate Roberto Occhiuto (Calabria) e Renato Schifani (Sicilia) si intrattiene per approfondire alcuni dossier. È l’occasione per fare il punto della situazione nelle due regioni, e in particolare sulla A2 e sulla Ss106 (per la Calabria) e sul commissariamento della A19 per quanto riguarda la Sicilia. Confermata la “massima collaborazione istituzionale” in un clima, spiegano dal ministero, “estremamente concreto e positivo”.

“Noi stiamo spendendo bene 11 miliardi di euro per aumentare la velocità ferroviaria tra Palermo, Catania e Messina. Altri 11 miliardi di euro li spendiamo per aumentare la velocità ferroviaria tra Salerno e Reggio Calabria. Se poi però in mezzo devo fermare treni che arrivano velocissimi, non ha senso. Dopo 60 anni di chiacchiere la realizzazione del collegamento tra Palermo, Roma e Berlino penso sia un diritto”, rivendica Salvini più tardi, dal palco del Forum di Confcommercio.

Intanto l’iter parlamentare di conversione in legge del decreto ponte ha visto alla Camera susseguirsi audizioni di tecnici, esperti, rappresentanti di istituzioni ed enti locali. L’Autorità nazionale anticorruzione ha indicato la necessità di fissare “obblighi precisi” nella realizzazione del ponte sullo Stretto, definendo quindi costi, tempi di realizzazione e assunzione dei rischi, Ha sollecitato, in particolar modo la vigilanza sui subappalti, sia per ragioni di legalità che di natura tecnica, evitando quindi “nocivi subappalti a cascata”. Agli annunci del governo segue la dura replica del co-portavoce nazionale di Europa Verde, Angelo Bonelli, che in una nota parla di “mangiatoia di Stato” e definisce il ponte “una mossa scellerata”, con un progetto che “non ha ancora studi di fattibilità presentati formalmente, con costi che lievitano di giorno in giorno arrivando a quota 15 miliardi circa, senza considerare le spese per le infrastrutture accessorie”.

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