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GIOIA TAURO (RC) – Acquistare un quadro dalla bancarella di un mercatino e scoprire che si tratta dell’opera inedita di un autore famoso. In quanti, tra appassionati e frequentatori di mercati dell’antiquariato, non hanno sperato almeno una volta di essere protagonisti di una storia del genere? A quanto pare ci sono riusciti tre fratelli residenti a Gioia Tauro ma domiciliati in un paese limitrofo, che avrebbero scoperto di ritrovarsi tra le mani un autoritratto giovanile di Pablo Picasso. La storia ha inizio negli anni ’90 quando, spulciando tra le bancarelle di un mercatino della Locride, i tre si imbattono nel fatidico quadro. 

Il venditore chiede a uno dei tre, in quanto pittore, di restaurare la tela che presentava quattro lesioni. L’uomo accetta e inizia a mettersi al lavoro. Man mano che l’opera di restauro va avanti il pittore, esaminando il retro del quadro, si accorge di un bollo sotto il quale si intravede una firma di cui sono leggibili solo quattro lettere della parte finale: “Csso”. Da quel momento inizia ad insinuarsi il dubbio che il ritratto possa essere realmente stato realizzato dalla mano del grande artista. I fratelli prima acquistano il quadro, e dopo, spinti dalla curiosità e dalla voglia di sapere se realmente l’opera potesse essere attribuita a Picasso, iniziano un percorso che a quanto pare li ha portati ad avere la certezza che il loro sospetto era fondato. Inizialmente si rivolgono ai carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale chiedendo se fosse mai stata trafugata una qualsiasi opera del maestro spagnolo avente le caratteristiche del quadro in loro possesso. 

La risposta dei militari è negativa, in quanto dai loro elenchi non risulta. I tre artigiani, quindi, dopo non aver contattato la Fondazione Picasso di Malaga, senza ricevere risposte, si rivolgono a un perito del Ministero dei Beni Culturali, particolarmente esperto per quanto riguarda le opere di Picasso. L’esame svolto dal perito, fondato su una comparazione con altre opere giovanili dell’artista, certificherebbe che il quadro in mano ai tre artigiani sarebbe frutto del genio di Malaga. L’opera, descritta come di ottima fattura, raffigura un giovane di circa 12-13 anni che potrebbe essere lo stesso Picasso, già attivo in tenera età sulla scorta anche della vicinanza del padre, anch’egli pittore. L’expertise fatta dal tecnico del Ministero certificherebbe quindi che la mano ad aver dipinto i tratti raffigurati sulla tela sarebbe proprio quella del maestro spagnolo. Il quadro sarebbe arrivato in Italia sulla scorta delle frequentazione dei familiari di Picasso, che a fine ‘800 avrebbero avuto contatti con Napoli e l’area sotto la sua influenza. Davanti ad un ritrovamento del genere è d’obbligo usare molta cautela, vista anche la vasta produzione dell’artista, ma i tre fratelli si sarebbero detti pronti a mettere a disposizione degli esperti tutta la documentazione in loro possesso. Inoltre, scrivendo anche ai presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano, avrebbero manifestato la volontà che l’opera rimanga in Calabria ad arricchire il patrimonio artistico presente in regione.

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