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ROMA, 11 DIC – Due le sentenze di due tribunali del lavoro, L’Aquila e Lamezia Terme, che oggi hanno autorizzato il metodo Stamina per due pazienti.
Il giudice del lavoro del tribunale di Lamezia Terme, Antonio Tizzano, ha ordinato all’azienda ospedaliera Spedali Riuniti di Brescia di somministrare le cellule staminali mesenchimali secondo la metodologia Stamina ad una donna della città affetta da sclerosi laterale amiotrofica. Via libera anche da parte dei giudici dell’Aquila al metodo Stamina per Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele (Chieti), per la quale lo stesso tribunale aveva negato la cura.
Il 25 novembre scorso infatti un ‘nò al metodo Stamina per Noemi dal giudice del lavoro dell’Aquila; prima altri due esiti negativi dai giudici di Chieti. ‘E’ bellissimo, e l’ordinanza è definitiva”, ha spiegato Andrea, il papà di Noemi, che con il suo avvocato aveva presentato reclamo al no del giudice. E al governatore della Regione Abruzzo, Chiodi, Andrea dice: “Ora non ha più scuse”. La storia di Noemi comincia da Guardiagrele, cittadina abruzzese di circa 10mila abitanti, in provincia di Chieti. La bimba ha un fratellino, Mattia di 5 anni, non affetto da questa terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini e progressivamente atrofizza i muscoli, riducendo via via la cassa toracica e impedendo ai polmoni di espandersi e quindi di respirare.
Il giudice del Lavoro di Lamezia Terme, nella sentenza, rileva che “appare ingiusto, irragionevole e foriero di grave disparità di trattamento, anche ai sensi dell’articolo tre della Costituzione, la negazione dell’accesso al trattamento terapeutico in discorso in ragione non di elementi valutativi di tipo squisitamente scientifico, ma di un mero criterio cronologico, ovvero in ragione dell’esistenza o meno di un provvedimento giurisdizionale siccome già emesso ad una certa data”.
Nei giorni scorsi il Tar del Lazio aveva sospeso la commissione del ministero della Salute che aveva bocciato il metodo Stamina di Davide Vannoni, perchè “non imparziale”, e lo stesso ministro Lorenzin ha annunciato che una nuova commissione incaricata di esaminare la questione sarà insediata al più presto. 
Sul metodo Stamina interviene oggi anche il presidente della Regione Veneto, Zaia: “Se dovesse arrivare dal Ministro della Salute una richiesta di aiuto, le strutture sanitarie del Veneto si rendono pienamente disponibili ad assicurare il necessario supporto”.
Nettamente contraria a Stamina è la senatrice a vita Elena Cattaneo: “l’ unica sperimentazione attendibile con l’utilizzo di cellule staminali effettuata in Italia, è stata quella per la cura delle cornee sostenuta dall’Università di Modena-Reggio Emilia con l’ospedale San Raffaele di Milano.Il progetto Stamina non ha alcun valore scientifico”, ha sottolineato. 

ANCHE a Lamezia Terme arriva dal tribunale la svolta per il metodo Stamina. Nel giorno in cui i giudici dell’Aquila danno il via libera per le contestate cure alla piccola Noemi, la bimba abruzzese di 18 mesi, una sentenza simile apre il percorso del trattamento innovativo anche per una donna calabrese.

E’ stato il giudice del lavoro del tribunale di Lamezia Terme, Antonio Tizzano, a ordinare agli Ospedali Riuniti di Brescia di somministrare le cellule staminali mesenchimali secondo la metodologia Stamina ad una paziente affetta da sclerosi laterale amiotrofica. Nella sentenza, Tizzano rileva che “appare ingiusto, irragionevole e foriero di grave disparità di trattamento, anche ai sensi dell’articolo tre della Costituzione, la negazione dell’accesso al trattamento terapeutico in discorso in ragione non di elementi valutativi di tipo squisitamente scientifico, ma di un mero criterio cronologico, ovvero in ragione dell’esistenza o meno di un provvedimento giurisdizionale siccome già emesso ad una certa data”.

UN METODO CHE DIVIDE – Nei giorni scorsi il Tar del Lazio aveva sospeso la commissione del ministero della Salute che aveva bocciato il metodo Stamina di Davide Vannoni, perchè “non imparziale”, e lo stesso ministro Lorenzin ha annunciato che una nuova commissione incaricata di esaminare la questione sarà insediata al più presto. Sul metodo Stamina interviene oggi anche il presidente della Regione Veneto, Zaia: «Se dovesse arrivare dal Ministro della Salute una richiesta di aiuto, le strutture sanitarie del Veneto si rendono pienamente disponibili ad assicurare il necessario supporto». Nettamente contraria a Stamina è la senatrice a vita Elena Cattaneo: «L’ unica sperimentazione attendibile con l’utilizzo di cellule staminali effettuata in Italia, è stata quella per la cura delle cornee sostenuta dall’Università di Modena-Reggio Emilia con l’ospedale San Raffaele di Milano. Il progetto Stamina non ha alcun valore scientifico», ha sottolineato. 

NOEMI E IL RECLAMO DEI GENITORI – A commuovere l’Italia è stata la vicenda della piccola Noemi, la bimba di 18 mesi di Guardiagrele (Chieti), per la quale lo stesso tribunale dell’Aquila che oggi ha dato il via libera, aveva in precedenza negato la cura. Il 25 novembre scorso un no al metodo Stamina per Noemi era stato pronunciato dal giudice del lavoro dell’Aquila; prima altri due esiti negativi dai giudici di Chieti. «E’ bellissimo, e l’ordinanza è definitiva», ha spiegato Andrea, il papà di Noemi, che con il suo avvocato aveva presentato reclamo al no del giudice. E al governatore della Regione Abruzzo, Chiodi, Andrea dice: «Ora non ha più scuse». Noemi ha un fratellino, Mattia di 5 anni, non affetto da questa terribile malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini e progressivamente atrofizza i muscoli, riducendo via via la cassa toracica e impedendo ai polmoni di espandersi e quindi di respirare.

 

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