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REGGIO CALABRIA – E’ una storia che dura da oltre 40 anni, affascinante e ricca di spunti, quella dei Bronzi di Riace, dal loro ritrovamento in mare al largo del piccolo centro della zona jonica reggina dal quale hanno preso il nome, all’inaugurazione della sala ad alto livello tecnologico in cui da oggi sono esposti nel Museo nazionale di Reggio Calabria. A trovare i Bronzi, il 16 agosto del 1972, fu un sub romano, Stefano Mariottini. La prima statua, quella denominata B, poi diventata nel gergo comune “il vecchio”, fu recuperata il 21 agosto. La seconda, la A, “il giovane”, riemerse dall’acqua il giorno successivo. 

A provvedere ad una prima sommaria pulitura dei Bronzi furono i tecnici della Soprintendenza Archeologica della Calabria. Tre anni dopo, il 17 gennaio 1975, le due statue furono prese in consegna dal Centro di Restauro della Soprintendenza archeologica della Toscana, costituito dopo l’alluvione del 1966. A Firenze vennero effettuate la documentazione grafica e fotografica, la diagnostica fisica e chimica e le radiografie. Si passò poi alla pulitura, ad un primo restauro ed al parziale svuotamento interno delle due statue, che vennero anche sottoposte a trattamento conservativo. Il “restauro fiorentino” dei Bronzi si concluse nel mese di aprile del 1980. La prima esposizione dei Bronzi cominciò il 15 dicembre del 1980 nel Museo Archeologico di Firenze e si concluse il 24 giugno del 1981. Ma la vera “esplosione” di interesse nei confronti dei Bronzi, con folle di visitatori in coda per ore per poterli ammirare, si ebbe quando l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, intuendone la bellezza e la capacità di attrazione, li volle al Quirinale, dove furono esposti dal 29 giugno al 12 luglio del 1981. 
Dopo la tappa romana, i “guerrieri” furono portati a Reggio Calabria in quella che sarebbe poi diventata la loro “casa”, il Museo Nazionale di Reggio Calabria, dove fu anche realizzato un primo sistema di protezione antisismica. Nel novembre del 1986 furono avviate le prove preliminari di rimozione, con tecnica endoscopica, della terra presente all’interno delle statue. Operazioni che furono riprese nel 1992, con l’avvio contestuale del restauro conservativo e l’attuazione di trattamenti protettivi. In quel periodo furono anche realizzate basi antisismiche per i Bronzi. Dal 2009 al 6 dicembre scorso, quando sono stati riportati nottetempo, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, nel Museo nazionale di Reggio Calabria, i Bronzi sono stati sottoposti a restauro conservativo, visibile al pubblico, in una sala del Consiglio regionale della Calabria, con la rimozione della terra di fusione residua e la messa in atto di trattamenti protettivi. 
Sono stati modificati, inoltre, i supporti interni; è stato installato, sempre all’interno delle statue, un sistema di monitoraggio permanente ed effettuata la diagnostica fisica e chimica. Il rientro al Museo è stato preceduto dalla realizzazione, a cura dell’Enea, di nuove basi antisismiche che garantiscono la stabilità dei due “guerrieri” anche in caso di scosse di terremoto di forte intensità.
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