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Alcuni dei danni fatti dai topi

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REGGIO CALABRIA – «Mi chiamo Cristina Luvarà, sono residente a Reggio Calabria, svolgo la professione di Medico nella provincia di Milano. Mi corre l’obbligo sia come cittadino che come medico, di segnalare il pericolo per l’igiene pubblica derivante dall’incuria del sindaco della Città Metropolitana Reggio Calabria nella qualità di massima autorità sanitaria locale, con tutte le conseguenze della già nota e cronicizzata emergenza rifiuti irrisolta per mancanza di competenze».

Nessuna remora, Nessun dubbio, solo tanta preoccupazione. E indignazione, soprattutto indignazione.

Indignazione perché sente che si è varcato il limite. Indignazione per quanto accaduto alla sua casa, «qualcosa di inimmaginabile nel 2021». Indignazione perché, al nocciolo della sua riflessione, il bisogno primario è che all’apparenza bisogna che venga sostituita la sostanza.

Indignazione.

E allora sorge la voglia di denunciare tutto, di non far passare sotto silenzio i fatti.

«Torno nella mia città per il meritato periodo di ferie estive – scrive Luvarà in una lettera indirizzata a tutte le autorità sanitarie dal sindaco fino al ministro Speranza passando per il presidente della Regione e per il prefetto di Reggio Calabria – e mi ritrovo ad affrontare una situazione abitativa inimmaginabile nel 2021: trovo il mio appartamento, sito al quarto piano di un condominio nelle immediate vicinanze del centro storico, invaso da topi che non trovando cibo hanno distrutto frigorifero, divano, tappeti, abbigliamento, suppellettili (ovviamente da buttare, sic!) e, cosa più tragica, hanno disseminato ogni sorta di escrementi su pavimenti e mobilio».

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Nella sua lettera di denuncia Luvarà ha spiegato che «a mie spese ho provveduto a fare derattizzare e sanificare l’ambiente, trasferendomi a casa di un’amica ed impedendo al resto della mia famiglia di tornare in città. Non è chiaro a nessuno da dove siano entrati. Tante le ipotesi di esperti e non, ma quel che è certo che io ho subito un danno morale e materiale non indifferente. Ricordo che i topi, oltre che generare sgomento, trasmettono attraverso feci, urine, saliva, peli e pulci patologie anche mortali come la Leptospirosi, la Tularemia, il Tifo murino, la Salmonella per citarne qualcuna».

Ma il medico si spinge anche oltre, arrivando a rievocare «l’epidemia di “Morte nera” causata da peste bubbonica trasmessa da topi che in Europa nel ‘300 causò la morte di 1/3 della popolazione dell’intero continente?» ed evidenziando che «la pandemia da SarsCov2 ci ha insegnato che “corsi e ricorsi storici” non sono favole».

Andando poi agli aspetti più socio-politici Luvarà critica senza appello la gestione del sindaco Giuseppe Falcomatà e puntualizza come «quando si arriva a questo la politica ha fallito. Le città bisogna governarle sudando camicie e consumando scarpe e non con le dirette mediatiche sui social e foto testimonial di gelaterie e presunti dehors, specchietto per le allodole di una città allo sfascio con problemi di salute pubblica che nel 2021 non esistono neanche nello stato africano più remoto».

La breve ma infuocata lettera si conclude con una vera e propria diffida «ad adempiere a tutti gli interventi atti all’eliminazione di questo stato di degrado che per evidente incompetenza e inadempienza non è gestito a tutela dei minimi standard di convivenza civile ed ormai ha messo in ginocchio ed in pericolo sanitario reale tutti i cittadini di Reggio Calabria, la Città Metropolitana che cade sempre più in basso nel vortice dell’inadeguatezza della gestione della guida politica».

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