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Juan Martinez attaccante del Locri

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Lì dove il calcio è religione e forse per questo che è così sentito. Una passione che travolge fin da piccoli e ciò, Juan Cruz Martinez, lo sa benissimo. Dal pallone di pezza per le strade a quei campi che sembrano giganteschi sembra un sogno inarrivabile, ma quando si arriva è il coronamento di un sogno. È stato lungo, e a volte anche tortuoso, il personale viaggio del centravanti argentino che lo ha portato, attualmente, a vestire la maglia del Locri per portare la squadra amaranto in Serie D.

DALL’ESTUDIANTES A LAUTARO

I suoi primi passi calcistici li muove a Santa Fe (sua città d’origine) all’età di sei anni. Un periodo di formazione durato cinque stagioni prima di approdare, in seguito, all’Estudiantes De La Plata dove rimane dal 2010 al 2013. La fine dell’esperienza biancorossa lo porta in seguito al Racing dove, per circa sei mesi, incrocia e gioca insieme ad un altro Martinez, di nome Lautaro, il quale ben presto avrebbe fatto le fortune dell’Inter e sarebbe diventato oggetto del desiderio dell’intera Europa calcistica.

L’ARRIVO IN ITALIA

Il vento del destino del ventiquattrenne centravanti stava però iniziando a spingere verso l’Italia, raggiunta grazie all’aiuto dell’amico Santiago Colombatto, già conoscitore della Serie A con le maglie di Cagliari e Verona. È proprio con la squadra sarda prima e con il Sassuolo poi che il giovanissimo Martinez ha avuto l’occasione di affacciarsi finalmente ai tanto desiderati livelli della Serie A. Un sogno, questo, che però è stato sgretolato dalle difficoltà burocratiche dovute alla cittadinanza.

La scoperta della Calabria, dopo la parentesi con la Maceratese in Serie C, lo porta a stringere quello che diventerà poi un forte sodalizio sportivo con la Stilese e durato tre anni (con 51 reti all’attivo), prima di salire in sella al cavallo alato del Locri, con il quale ha disputato l’ultimo minitorneo di Eccellenza.

LA RIPARTENZA CON IL LOCRI

Per quanto riguarda il futuro «ho deciso di rimanere a Locri: i progetti rimangono ambiziosi e spero che tutti insieme ci si possa togliere qualche bella soddisfazione».

È reduce da una delusione, perché la promozione del Locri è sfumata: «Siamo stati sfortunati tra Covid e infortuni poiché non ci hanno permesso di essere sempre al top o con l’organico al completo, senza contare il cambio di allenatore che ha anche influito. Un voto alle mie prestazioni? Purtroppo non ho giocato tanto come mi aspettavo ma penso comunque di essere un ragazzo che vuole dimostrare di essere sempre pronto. Penso di aver fatto un mini-torneo degno».

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