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Dilettanti: nella risalita dell’Africo (ultimo all’andata, primo nel ritorno) fra gli artefici il direttore generale Antonio Amato, il direttore sportivo Leo Criaco e il tecnico Alberto Criaco

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Nel girone B di Promozione sembrava spacciato dopo la prima parte (13 ko di fila). Ma ecco la riscossa: nessuno nel girone di ritorno ha fatto meglio della squadra allenata da Alberto Criaco


Fra i Dilettanti spicca la risalita dell’Africo, capace di passare nel giro di pochi mesi dall’ultimo posto nel girone di andata, al primo nel girone di ritorno in Promozione B. Quella squadra che sembrava spacciata dopo la prima parte del torneo, presa in corsa da Alberto Criaco ha dato vita a una brillante risalita. E se la salvezza è ormai a un passo, c’è da aggiungere che nel girone di ritorno nessuno ha saputo fare meglio degli “africoti”. C’è infatti una formazione “capolista” nel momento in cui si prende in esame il girone di ritorno.

La squadra bianconera ha ottenuto 28 punti in 11 giornate, con 9 vittorie, 1 pareggio e appena un ko subito (fra l’altro su rigore e in pieno recupero). In tre mesi è cambiata la prospettiva. L’avvento di Alberto Criaco è servito per dare idee, gioco, mentalità alla squadra. In sette gare su undici nel ritorno nessun gol subito, quando invece nelle 15 sfide dell’andata mai aveva mantenuto inviolata la propria porta. E non solo: appena 6 gol incassati in undici gare, dopo averne presi 48 all’andata. Una vera e propria rivoluzione. La risalita dell’Africo fra i Dilettanti ha stupito tutti.

Il ds Leo Criaco fondamentale nella risalita dell’Africo, da ultimo a primo nel girone B di Promozione

Prese in esame le sole gare del girone di ritorno, abbiamo un Africo primo in classifica nel girone B di Promozione, dopo essere stato ultimo nel girone di andata. La squadra sembrava avviata verso una inevitabile retrocessione. A dare una scossa l’intervento di Leo Criaco, il direttore sportivo. È uno abituato a non mollare mai. Se potesse, giocherebbe ancora e farebbe anche bene. Classe 1974, ha vinto ben 13 campionati da calciatore. Adesso è come se stesse per ottenere un’altra promozione, perché questa risalita dell’Africo fra i Dilettanti è davvero una impresa che sembrava impossibile, dopo ben 13 sconfitte consecutive nelle prime tredici giornate di campionato.

La “scossa” decisiva con l’arrivo di Alberto Criaco in panchina

Tutto è cambiato alla 14ª giornata con la vittoria in casa del Polistena. Poi un nuovo ko alla 15ª per chiudere con soli tre punti il girone di andata. Rivisitato l’organico, l’Africo ha preso il volo nel ritorno. Non ha potuto disporre del bomber Bruzzaniti, uno che fa la differenza in categoria, ma mister Alberto Criaco ha trovato soluzioni diverse e la squadra ha cambiato passo. Adesso affrontare l’Africo è complicato per tutti. Anche perché il lavoro sul campo trova sfogo nelle gare della domenica. Alberto Criaco è maniacale. Cura tutti i dettagli. Fare gol alle sue squadre è sempre complicato. E poi in Promozione uno come lui fa la differenza. Ha fatto sempre tornei di vertice e ha vinto con il Brancaleone.

Il direttore Antonio Amato altro artefice del successo

Dietro le quinte di questo Africo capolista nel girone di ritorno in Promozione B c’è anche Antonio Amato. Direttore generale abile e competente, anche da parte sua un lavoro eccellente. Mastica calcio da tempo. È un uomo del fare e lo dimostra anche il campo di calcio messo su a Careri, in sintetico, dove svolge la sua attività di Assessore. Allo stesso tempo ha preso a cuore le sorti dell’Africo e ha saputo dare una mano di aiuto, credendo fortemente nel progetto, quando erano in pochi a farlo. «Abbiamo realizzato – dice Antonio Amato – qualcosa di incredibile e di straordinario. Non ricordo in Calabria, ma anche in Italia, una risalita simile dopo 13 ko consecutivi. Io sono arrivato proprio in occasione della vittoria di Polistena, per dare una mano a Leo Criaco, il quale mi ha coinvolto nel progetto. Solo dei “pazzi” e dei visionari potevano credere in questa impresa».

La mano del direttore sportivo Leo Criaco

Leo Criaco è un vincente per natura. Quando si imbarca in una nuova avventura lo fa solo per vincere. «Ci ha creduto lui – dice Amato – e ci abbiamo creduto tutti, anche se sembrava qualcosa di impossibile». Il lavoro del ds Leo Criaco è stato ancora più complicato. Non è stato facile convincere i calciatori a sposare il progetto di una squadra che sembrava allo sbando, con 13 sconfitte in altrettante partite. Come sempre ci ha messo la faccia e ci ha aggiunto le riconosciute competenze e capacità. Non ha sbagliato un colpo». La risalita dell’Africo fra i Dilettanti ha diversi protagonisti.

Africo e Careri: le imprese del direttore Amato

Antonio Amato è di Careri. Dove da Assessore, appena insediatosi, aveva fatto una promessa che sta realizzando. Un campo di calcio in erba sintetica e un Centro sportivo da destinare ai più piccoli e alle prossime generazioni. «Lo avevamo promesso e siamo in dirittura di arrivo. Mi sono dedicato anima e cuore a questo progetto, anche per lasciare un segno concreto. A Careri abbiamo fatto notevoli passi in avanti con i fatti concreti, ben visibili». E poi c’è il legame con la cittadina di Africo «dove c’è il sindaco Mimmo Modafferi, nonché presidente onorario, che ha preso a cuore anche le sorti della squadra, dopo aver consegnato alla cittadinanza uno stadio che è un gioiellino». La squadra «è stata rivoluzionata in corso d’opera dal direttore Leo Criaco e i ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario, così come è evidente in campo la mano del tecnico Alberto Criaco, un lusso per la categoria. Diciamo che si è creato un bel mix e siamo orgogliosi di quanto fatto nel girone di ritorno».

Ipotizzando l’Eccellenza

Il direttore generale Antonio Amato rimarca i risultati sul campo e non solo. «Siamo migliorati molto a livello organizzativo e abbiamo voluto lanciare un segnale chiaro. Attraverso lo sport il sindaco Mimmo Modafferi assieme a diversi appassionati ha fatto capire che si può parlare di Africo in termini positivi. E l’esempio lo abbiamo avuto in occasione del derby con la Bovalinese, terminato con una nostra vittoria e fra gli applausi del pubblico, sempre più numeroso. Attraverso lo sport si guarda anche al sociale». A questo punto è normale chiedere al direttore Amato se è lecito pensare, nella prossima stagione, ad un Africo in corsa per la promozione in Eccellenza, che sarebbe qualcosa di storico, non avendoci mai giocato. «Il sindaco è ambizioso e lo siamo tutti noi. Io penso che ci siano le condizioni per ambire a qualcosa di sostanzioso. Abbiamo le figure giuste nei posti strategici. Gente competente che sa il fatto suo. Quello che ha fatto l’Africo in questi tre mesi è qualcosa destinato a rimanere a lungo nei ricordi del calcio dilettantistico calabrese. Sicuramente ci siederemo a tavolino e pianificheremo a dovere il futuro. I tempi sono maturi per tentare il grande salto».

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