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Gabriele Muccino, Jole Santelli e Raoul Bova

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COSENZA – «Il viaggio di una coppia innamorata, interpretata da Raul Bova e Rocio Munoz Morales, per raccontare al mondo cos’è la Calabria che spesso viene raccontata in grigio e nero e che invece è un tripudio di colori. Ecco cosa doveva essere “Calabria, terra mia” il corto di poco più di otto minuti girato da Gabriele Muccino e voluto fortemente da Jole». Così Roberta, sorella della compianta presidente della giunta regionale, ritorna sul tanto discusso corto realizzato da Gabriele Muccino con Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales.

GUARDA IL VIDEO: Calabria, terra mia: il cortometraggio di Gabriele Muccino

Un “corto” che è stato subito al centro di polemiche e di molte critiche, soprattutto dopo che il cantante Jovanotti ha deciso di girare il video del suo ultimo brano fra Scilla e Gerace. Da lì è stato un continuo paragone fra l’impatto che ha avuto il video del cantante, ad un costo pari quasi a zero, ed invece il corto del celebre regista, costato decisamente un po’ di più e i cui risultati di promozione restano oscuri. Oggi Roberta Santelli difende la scelta della sorella Jole e spiega perchè il ritorno in termini di promozione non si è avuto.

Ma partiamo dall’inizio. «L’idea – racconta Roberta – le era venuta una sera mentre era a casa, in campagna elettorale, sul divano e ha pensato ad uno spot, un racconto della Calabria tramite i suoi frutti: il bergamotto, le arance, le clementine, il cedro e i fichi. Amava i nostri agrumi e se ne circondava sempre sia in ufficio che a casa». Difatti nel suo ufficio al decimo piano della Cittadella arance, limoni e bergamotti facevano bella mostra di sé in luogo di semplici fiori.

«Sognava di far conoscere a tutti la Calabria e le sue piccole perle – ricorda Roberta – “il turista arriva e non trova il grande monumento e il grande attrattore in Calabria, la nostra terra è una scoperta continua” ed era certa che il genio di Muccino e tutta la sua squadra avrebbero potuto creare quella magia che avrebbe attratto e incuriosito…”».

Ma perché proprio Muccino? «Muccino – spiega Roberta – perché è il regista dell’amore, non si trattava di un progetto sul turismo o di un documentario ma della Promozione della Calabria attraverso un lavoro emozionale dei suoi colori, sapori e profumi perché, come amava dire sempre Lei, il suo era un lavoro emozionale perché per fare politica ci vuole Cuore… Un racconto, insomma, che doveva essere di sentimenti e di percezioni attraverso il lavoro di uno dei migliori registi italiani famoso in tutto il mondo, che avrebbe dovuto fare da veicolo promozionale, anche attraverso i suoi canali, perché quando si trattava di Calabria Jole pensava sempre in Grande e voleva il Meglio. La storia d’amore, vera, di un bellissimo ragazzo calabrese che per la prima volta porta in Calabria la sua amata che ne resta incantata presentata al Festival del Cinema di Roma». Insomma un plot narrativo ricco di suggestioni.

Ma cosa non ha funzionato alla fine? Questo Roberta lo dice fra le righe: «Se ci fosse stata ancora Lei saremmo stati invasi da spot pubblicitari della nostra amatissima terra tratti dal corto sulle televisioni e non solo, e sarebbe andato in onda per intero sui canali soprattutto americani perché così era stato pensato, mi auguro che l’attuale presidente riprenda in mano uno dei progetti che Jole ha amato di più…».

Insomma è evidente che dopo la morte della Santelli quel progetto è stato lasciato a metà e quindi ridotto all’inutilità. Il corto di otto minuti era stato infatti pensato per essere trasmesso in prima nazionale al Festival del cinema di Roma che, come tutti i festival cinematografici, tende a privilegiare le opere inedite. Doveva essere solo il primo passo dell’attività di promozione ed invece è rimasto l’ultimo.

Lo step successivo era appunto quello di estrapolare da quegli otto minuti spot di un paio di minuti, ognuno con un messaggio ben preciso. Morta la Santelli, però, nessuno si è preoccupato di farlo. Anzi la Regione si è limitata ad aprire un contenzioso con il regista romano poi finito con una transazione fra le parti. poi più nulla. Vedremo se la nuova amministrazione regionale, che è in continuità politica con quella della Santelli, raccoglierà l’appello della famiglia.

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