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Nel bando, per un totale di 5,8 mln, rientrano anche mostre, musica e personaggi storici

COSENZA – «Ma quanti e quali saranno i festival internazionali calabresi che potranno accedere a oltre 4 milioni di finanziamenti regionali?». Il tam tam tra gli operatori culturali e dello spettacolo è iniziato da due giorni, da quando cioè la giunta Oliverio ha approvato la delibera che destina un capitolo di spesa ad hoc (per un totale di 5,8 milioni di euro) da spalmare in 4 azioni: «Sostenere la realizzazione di “grandi festival” ed eventi culturali storicizzati (4,3 milioni); promuovere la realizzazione di eventi innovativi e mostre d’arte (700mila euro); promuovere lo sviluppo della cultura musicale (500mila); promuovere la realizzazione di momenti di studio e valorizzazione della cultura calabrese e delle personalità di rilievo della storia della regione (300mila)».

In modo per la prima volta organico, la Regione avvia la fase di programmazione delle risorse destinate al Piano di Azione e Coesione (obiettivo specifico 6.7): l’obiettivo è sostenere «le iniziative degli Enti locali, Fondazioni, Associazioni, Istituti culturali, Università, Musei, Biblioteche e dei soggetti che a vario titolo operano nel campo della ricerca della produzione e della promozione culturale ed artistica, anche come strategia per attenuare e in prospettiva eliminare gli squilibri socio-culturali presenti nel territorio regionale».

Nel bando, per un totale di 5,8 mln, rientrano anche mostre, musica e personaggi storici

10+ OVVERO IL GOTHA DEI FESTIVAL Anche ad analizzare la dotazione finanziaria in campo, è chiaro che la parte del leone – in questi tempi di marketing territoriale e “branding” spinto – l’avranno i festival: nelle 35 pagine dell’Avviso pubblico consultabile nel portale della giunta, il concetto di «internazionalità» ritorna in media quasi una volta a pagina (21 menzioni), ma resta da capire il criterio attraverso il quale si dovrà valutare il «rilievo internazionale» dei singoli eventi. Certo è che viene richiesto, ai cosiddetti «Grandi festival 10+», «un legame duraturo e caratterizzante col bene culturale in cui si svolge» quantificato in almeno 5 anni (bisogna «avere ottenuto il sostegno regionale per almeno cinque edizioni pregresse») oltre all’«aver realizzato produzioni originali nelle passate edizioni».

In particolare, nel bando si fa riferimento «agli eventi culturali di valenza internazionale realizzati all’interno di beni culturali e ambientali (aree archeologiche, musei, edifici storici, borghi, aree e parchi naturali etc.), di centri storici e, più in generale, nei luoghi di maggiore attrattività turistica che hanno i requisiti necessari per la realizzazione degli eventi culturali»; ma anche a quelli «che rafforzano il legame fra identità dei territori, cultura e turismo sostenibile. Tali eventi, che devono valorizzare le identità e le tradizioni locali e quindi avere una dimensione territoriale necessariamente sovracomunale, devono essere realizzati all’interno dei borghi e dei centri storici o in contesti ambientali di maggiore attrattività dei territori di riferimento».

GLI ALTRI EVENTI STORICIZZATI Sotto il cappello degli «eventi storicizzati», accanto ai grandi festival (sul tavolo 1,4 mln) ci sono altre due sotto-categorie cui corrispondono altrettante tipologie (e dotazioni): “Eventi di rilievo regionale e nazionale” (dotazione finanziaria 2,3 mln) ovvero «già attuati in Calabria per almeno tre edizioni, una per ciascun anno, negli ultimi cinque anni, di rilievo regionale e nazionale»; “Eventi di rilievo regionale” (dotazione 600mila euro) con la stessa storicizzazione di 3 anni ma «di rilevanza sovra comunale e potenzialmente di richiamo regionale, che fungano da momento di aggregazione e crescita culturale della comunità locale di un comprensorio».

LE ALTRE TRE “AZIONI” Per «promuovere la realizzazione di eventi innovativi» la Regione mette nel piatto 200mila euro per «Eventi innovativi di interesse regionale non storicizzati» e 500mila per il «Sostegno alla realizzazione di mostre d’arte».

Per lo «sviluppo della cultura musicale» ecco 500mila euro di sostegno alle «spese relative all’organizzazione, alla gestione, alla formazione ed allo svolgimento dell’attività musicale di tipo orchestrale e bandistico nonché alla sua fruibilità e conoscenza da parte della collettività regionale, ivi compreso l’acquisto della strumentazione musicale di base, delle divise e degli spartiti musicali».

Infine 300mila euro per «promuovere la realizzazione di momenti di studio e valorizzazione della cultura calabrese e delle personalità di rilievo della storia della regione».

In Calabria, pur nella polverizzazione di manifestazioni, ci sono decine di eventi in piedi da anni senza discontinuità, nonostante l’alternarsi delle ere politiche, ma senza i requisiti di legame col territorio richiesti dall’Azione 1, a fronte di una reputazione sedimentata e riconosciuta anche oltre il Pollino e lo Stretto.  

Intanto, il bando segna un percorso nella Regione senza un assessorato alla Cultura – la delega è nelle mani del governatore – e non poche polemiche sulla gestione del settore, in primis il teatro: da ultimo ieri a Lamezia l’assemblea plenaria del Coordinamento del Teatro Calabrese denunciava che «nonostante i nostri sforzi e le rassicurazioni del Presidente Oliverio e del tavolo tecnico regionale, nulla pare muoversi per l’approvazione della nuova Legge sul teatro calabrese». 

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