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CATANZARO – Con l’anno che sta per concludersi concludendo anche un decennio, i vescovi calabresi hanno deciso di rivolgersi a tutti i cittadini per richiamare tutti ad un modo di vivere che consenta di superare la situazione attuale e guardare al futuro con uno slancio di rinnovamento.

«Occorre rifuggire – scrivono i vescovi alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale – da pratiche deprecabili, oltre che illecite, a partire dal voto di scambio, sotto ogni sua forma, esercitando con matura espressione il proprio consenso».

Questo consentirà, secondo i pastori delle diocesi calabresi «a ricucire i rapporti tra politica e cittadini ed arginare la diffusione di fenomeni degenerativi di antipolitica, dannosi per la tenuta ed il funzionamento delle Istituzioni e l’integrità del tessuto sociale».

Per i vescovi «Ogni appuntamento elettorale è occasione di forte partecipazione democratica ed esercizio di cittadinanza attiva. In particolare, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del nuovo presidente della Giunta regionale, nel mentre si richiamano tutti e ciascuno ad assolvere con coscienza e libertà il proprio dovere di elettore, la Conferenza episcopale calabra auspica che forze politiche, movimenti ed associazioni sappiano orientare le loro scelte ai principi del bene comune e del senso di responsabilità, necessari e richiesti a gran voce da una terra martoriata – in specie nelle classi più povere – dalla pervasiva presenza della criminalità organizzata, dal dilagare della corruzione, dalla mancanza di infrastrutture, dalla ripresa dell’emigrazione, dalla scelta di un esodo senza ritorno dei giovani, dalla disoccupazione e, negli ultimi tempi, anche dalla grave crisi che attanaglia sempre più la sanità, vero problema tra i problemi, costringendo sempre più calabresi a cercare fuori regione anche i presìdi terapeutici».

Per i vescovi, la strada per uscire da questa situazione drammatica e delicata «che richiede passione e determinazione, ma anche trasparenza, rinnovamento, lungimiranza e prospettive di medio e lungo periodo», passa dalla riscoperta dei «valori della competenza, dell’esperienza e del servizio, assolutamente fondamentali nella politica, sostenendo con battaglie autentiche e credibili la legalità, l’occupazione, la tutela delle fasce deboli e delle famiglie bisognose». Senza dimenticare, però, una particolare attenzione «alla valorizzazione del porto di Gioia Tauro, delle meravigliose coste, del patrimonio boschivo e dei nostri considerevoli tesori storico-culturali».

In conclusione, la Conferenza episcopale calabra affida «queste considerazioni a tutti i calabresi perché il benessere spirituale e socio-economico della nostra amata Regione sia frutto della loro responsabilità, mentre auguriamo fin d’ora alla compagine che amministrerà la nostra terra l’esercizio di un mandato esemplare e apprezzato. Con coraggio e fiducia, sempre avanti».

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