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Secondo l’Istat, la Calabria registra un forte ritardo digitale in Italia per accesso, competenze e utilizzo dell’identità digitale e IA.
Calabria ancora tra le regioni d’Italia con maggiore ritardo digitale. Accesso, utilizzo e competenze sono tutti inferiori alla media nazionale. È quanto emerge dal report dell’Istat. Solo l’80,1% di famiglie ha un accesso a Internet, la media italiana è 83,1%. Il 74,3 % di utenti negli ultimi tre mesi ha usato Internet, nove punti sotto la media nazionale. Altro dato che fa riflettere è quello sulle competenze digitali in Calabria: solo il 42,2 % possiede quelle di base contro una media italiana del 54,3%. Altro riferimento che fa pensare è quello relativo all’identità digitale (Spid e Cie). In Calabria li utilizza il 33,8% contro una media nazionale dell’83%. Il dato italiano invece mostre competenze digitali in crescita. Nel 2025 è pari al 54,3% la quota di persone di 16-74 anni con competenze digitali almeno di base, 8,4 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Resta però lontano l’obiettivo europeo che punta, entro il 2030, a una quota dell’80%.
L’ISTAT IN CALABRIA: IL DIVARIO GENERAZIONALE DIGITALE E TERRITORIALE IN ITALIA
E’ quanto emerge da un report dell’Istat. In Italia, come in altri Paesi europei, le competenze digitali sono caratterizzate da forti divari associati a specifiche caratteristiche socio-culturali della popolazione. Nel 2025 il 71,7% dei ragazzi di 20-24 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi ha competenze digitali almeno di base. Una quota che scende rapidamente con l’età, per arrivare al 49,1% tra i 55-59enni e attestarsi al 27,4% tra le persone di 65-74 anni. Nel 2025 l’87,3% delle famiglie dispone di un accesso a Internet (+1,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente). L’analisi territoriale evidenzia un persistente ritardo del Mezzogiorno, pari circa 5 punti percentuali in meno rispetto al Centro-Nord. Le regioni con la maggiore percentuale di famiglie connesse sono la Toscana (90,9%), la Provincia Autonoma di Trento (90,6%) e il Veneto (89,5%); quelle con le percentuali più basse sono, invece, la Sicilia (82,0%), la Basilicata (81,8%) e la Calabria, come già anticipato, con l’80,1%.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL GAP DI GENERE
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, l’Italia si colloca agli ultimi posti in Europa. La media dei paesi membri dell’UE è di 32,7% con un’età compresa tra 16 e 74 anni. In Italia drastica discesa con un 19,9%. Solo la Romania fa peggio di noi con il 17,8%. L’utilizzo di strumenti di IA è particolarmente diffuso tra i giovani: in Italia ne fa uso il 51,2% dei 14-19enni e il 43,1% dei 20-24enni. Nel complesso, l’uso dell’IA è più elevato tra gli uomini (19,6%) rispetto alle donne (16,1%). Tuttavia, questa differenza non si riscontra nelle fasce di età più giovani: tra i 14 e i 19 anni ha utilizzato strumenti di IA il 53,3% delle ragazze a fronte del 49,1% dei coetanei maschi. Solo a partire dai 25 anni la differenza di genere cambia segno, con un maggiore utilizzo tra gli uomini.
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