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Si torna a giocare, finalmente, fra i Dilettanti

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Siamo di nuovo qua. Tutti pronti a ricominciare. Ci aspetta una nuova stagione di Eccellenza e di Promozione. La Calabria dei Dilettanti riparte con i suoi principali campionati, in attesa di vedere in campo, finalmente, anche le altre categorie e, soprattutto, i settori giovanili. Undici mesi, quasi, di stop, a causa della pandemia, con nel mezzo un mini torneo discutibile e senza quel grande valore che tutti si aspettavano e che qualcuno ancora strombazza.

UN CONSISTENTE CALCIO AL PASSATO

Titolo di cartone lo avevamo definito. Titolo di cartone alla fine si è rivelato. Non a caso chi ha vinto quel mini campionato (il Sambiase), oggi riparte dalla Prima categoria. Ma questa è un’altra storia. Quella recente dice che hanno giocato le squadre della minoranza (le 8, su 17, che hanno voluto tornare in campo, una delle quali, la Palmese, non aveva occhi per piangere, eppure ha giocato ed oggi riparte anch’essa dalla Prima categoria, solo grazie a un nuovo presidente che si è fatto carico di vecchie pendenze). Per le altre è bastato iscriversi al campionato per pagarsi di fatto la salvezza.

Un mini torneo con pochi gol, pochi lampi, molte polemiche, accuse al veleno e propositi di abbandono. Il ritorno alla normalità strombazzato da qualcuno (fra cui i soliti cantori di regime, legati mani e piedi per vari motivi) ha riguardato 160 calciatori, con buona pace degli altri 6mila circa che sono rimasti a guardare.

Per non parlare dei ristori, fatti passare come un trionfo e un aiuto quando invece sarebbe stato opportuno che arrivassero alle società e non a pioggia, a tutti, o quasi, con calciatori di Prima categoria, abituati al massimo ad un rimborso spese di 200, 300 euro, che si sono visti arrivare 800 euro come se nulla fosse. Ma lasciamo stare. Diamo un bel calcio al passato. Ma certe cose non si dimenticano. E che nessuno venga a farci la morale.

UN TUFFO NEL PRESENTE

Cosa dire di oggi? Non molto. Perché siamo all’inizio. Perché è importante giocare, tutti, ed è importante farlo nel pieno rispetto dei protocolli anti covid. Guai ad abbassare la guardia. Mascherine e distanziamento sono fondamentali, così come è necessario aiutarsi e aiutarci con i vaccini per allontanare lo spettro del covid, purtroppo ancora presente. La coppa ha rappresentato un gustoso antipasto e non sono mancate le sorprese. Adesso la parola passa al campionato. Ed è normale augurarsi il meglio. Che vinca il migliore. Che si faccia parlare il campo. Solo e soltanto il campo.

UN FUTURO MIGLIORE

A maggio la speranza è di arrivare a una serena conclusione. E che la serenità riguardi tutto il pianeta dilettantistico. Quindi non solo la salute (che resta la prima cosa). Meno polemiche, meno chiacchiere, meno complottismi. Più rispetto, più tranquillità nelle valutazioni. E soprattutto chiarezza e libertà, anche da parte di chi è chiamato a raccontare.

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