Nel redigere le pagelle della Promozione B stagione 2024/25 un voto alto per lo Stilomonasterace
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Le pagelle e i giudizi della Promozione B stagione 2024/25
- 2 Africo: voto 5
- 3 Atletico Maida: voto 7
- 4 Bianco: voto 6,5
- 5 Bovalinese: voto 7
- 6 Capo Vaticano: voto 6,5
- 7 Caraffa: voto 4
- 8 Deliese: voto 6,5
- 9 Gioiosa Jonica: voto 7,5
- 10 Guardavalle: voto 4
- 11 Melicucco: voto 3,5
- 12 Melito: voto 6
- 13 Pro Pellaro: voto 6,5
- 14 San Nicola Chiaravalle: voto 9
- 15 Stilomonasterace: voto 9
- 16 Val Gallico: voto 6,5
- 17 Virtus Rosarno: voto 8
È tempo di pagelle anche per il campionato di Promozione B stagione 2024/25. Una lunga stagione, dove la squadra favorita alla vigilia, la Virtus Rosarno, ha vinto il campionato, ma con qualche sofferenza di troppo. Questo un po’ per demeriti propri, un po’ per merito delle avversarie, fra le quali emerge lo Stilomonasterace. Con una rosa risicata, la formazione gialloblù se l’è giocata fino alla fine, spareggio compreso. Come vedremo la sorpresa più bella è rappresentata dal San Nicola Chiaravalle. Ci si attendeva qualcosa in più dal Val Gallico. Deludente l’Africo.
Le pagelle e i giudizi della Promozione B stagione 2024/25
Assieme alle pagelle ci sono da fare ovviamente i giudizi per spiegare adeguatamente cosa è accaduto nel girone B di Promozione stagione 2024/25. Il piazzamento finale vale fino a un certo punto, perché bisogna considerare anche investimenti, obiettivi e gioco espresso. La Virtus Rosarno non ha “ucciso” il campionato e questo ha dato modo alle avversarie di lottare per il titolo fino alla fine. C’è stata grande bagarre per la zona play off, mentre in coda in tre si sono staccate e sono retrocesse direttamente.
Africo: voto 5
Era partito con ben altre ambizioni. Girone di andata tutto sommato positivo: 5° posto con 24 punti. Girone di ritorno pessimo, da retrocessione, con 13 punti conquistati e 8 sconfitte, le ultime cinque consecutive. Eppure l’organico era di un certo spessore. Ma non tutti hanno reso al meglio. Ha perso 6 volte in casa: davvero troppo. Se è rimasto in corsa per i play off per due terzi del campionato è stato anche perché lì davanti correvano a rilento. Doveva e poteva fare di più.
Atletico Maida: voto 7
Ha fatto il campionato che doveva fare, rimanendo lontano dai guai e, fino a un certo punto della stagione, inseguendo anche i play off. Quella serie utile lunga 8 giornate fra la 15ª e la 22ª lasciava sperare in qualcosa di più importante. In questo periodo è rimasta 5 gare consecutive senza subire reti. Ha rallentato nel finale (7 punti in 8 incontri). Oculatezza gestionale e squadra sbarazzina. Rimane una bella realtà del torneo, caratterizzata da passione e sacrifici da parte di chi gestisce il tutto. Stagione sicuramente positiva per mister Stranges, il ds Zaccone e tutta la compagnia.

Bianco: voto 6,5
Non ha fatto distinzioni fra gare interne ed esterne. Ha sempre giocato a viso aperto, segnando tantissimo e subendo altrettanto, trovando in Simigliani un gran bel goleador (25 centri, 11 dei quali su rigore). Ha terminato l’andata in quartultima posizione, ma in avvio di ritorno, con 5 vittorie di fila, ha rimesso in sesto la propria classifica. Ciò ha determinato una certa rilassatezza. Per cui, raggiunta la salvezza, ha rallentato vistosamente: 7 punti nelle ultime dieci giornate.
Bovalinese: voto 7
Si è giocata fino all’ultimo la qualificazione ai play off, chiudendo a un onorevole 7° posto. Campionato altalenante, ma non va dimenticato che alla 14ª giornata era in 2ª posizione, a -1 dalla vetta, con Frascà in panchina. Poi la crisi di risultati: 4 pari e 2 ko in sei gare con tanto di cambio di allenatore. Con Galati si è ripartiti dall’11° posto. Quattro vittorie consecutive hanno rimesso in piedi la classifica, ma la scoppola “interna” con l’Africo (0-4) ha rappresentato la classica doccia gelata. L’ultima mazzata (0-1) anche questa “casalinga” ha spento i sogni di gloria, cullati comunque fino alla fine. Per programmare adeguatamente c’è bisogno di giocare in casa sul proprio campo. Ammirevole l’impegno di chi gestisce il club.
Capo Vaticano: voto 6,5
Persi i gol del bomber Surace, si è dovuto arrangiare. Reduce dal brillante secondo posto della precedente stagione, ha vissuto di alti e bassi, viaggiando comunque allo stesso ritmo sia all’andata (19 punti), sia al ritorno (20). A due terzi del campionato, con la classifica cortissima, era a -4 dai play off e con 2 punti di margine sui play out. Alla fine l’obiettivo è diventato quello di salvarsi in anticipo e così è stato. I saluti del tecnico Diego Surace, fra i principali protagonisti di queste belle stagioni, aprono scenari poco incoraggianti.
Caraffa: voto 4
L’organico costruito autorizzava a sperare in ben altri scenari. Qualche infortunio ha penalizzato l’andamento della squadra e strada facendo si è capito che sarebbe stata durissima. Girone di andata mediocre (13 punti) e girone di ritorno pessimo (7 punti). La retrocessione diretta è arrivata in anticipo ed è un peccato, perché c’erano i mezzi per fare molto di più.
Deliese: voto 6,5
È stata la prima società a muoversi sul mercato, allestendo un ottimo organico. Le ambizioni erano elevate. Ma qualcosa non ha funzionato e si è deciso di cambiare tecnico, con la squadra nel frattempo scivolata in ottava posizione dopo dodici giornate. Con Parentela in panchina e la rivisitazione di parte dell’organico ha avviato un bel percorso, tanto da subire un solo ko in 14 giornate fra la 13ª e la 26ª. Arrivata a -2 dai play off, ha subito la “mazzata” del ko interno con la capolista Rosarno allo scadere. Fino all’ultimo ha lottato per un posto fra le prime cinque, ma nulla da fare. La media punti con Parentela in panchina (1,78) se tenuta dall’inizio avrebbe consentito alla squadra di partecipare ai play off. Ma l’obiettivo non è stato comunque centrato e questo influisce sul voto a dispetto del 6° posto finale.
Gioiosa Jonica: voto 7,5
In vetta fino alla 14ª giornata, ha poi navigato sempre nelle zone alte della classifica. Ha chiuso al terzo posto, ma ha perduto subito ai play off. Il momento negativo a cavallo fra la fine dell’andata e l’inizio del ritorno ha impedito ai biancorossi di lottare per la promozione diretta. Con 6 punti in 7 giornate ha rallentato un bel po’. L’ottima ripresa, con cinque vittorie consecutive, l’ha riportato sotto, ma il ko con la Deliese ha spento definitivamente i sogni di gloria. Squadra comunque solida (in 13 match non ha subito reti). Torneo tutto sommato importante, nel quale si è fatto bene, ma non benissimo, anche per via della sconfitta immediata nei play off, fra l’altro in casa.
Guardavalle: voto 4
Non è riuscito a calarsi nella parte, andando incontro a un campionato ricco di sofferenze e patimenti. C’è poco da dire su una stagione fallimentare. La retrocessione diretta è stata inevitabile dopo un cammino ricco di sconfitte. Bisogna resettare e ripartire.
Melicucco: voto 3,5
Troppi calciatori (48) e tante espulsioni (11). Questa volta nulla ha funzionato e la lunga sequela di sconfitte testimonia un’annata da dimenticare. C’è veramente poco altro da aggiungere ed è normale attribuire il voto più basso nelle pagelle della Promozione B stagione 2024/25
Melito: voto 6
Una squadra con tanti stranieri in campo ha alternato ottime cose con altre negative. Nel girone di andata per due volte ha vinto tre gare di fila e ha chiuso a -2 dai play off, ma anche con un +3 sui play out. Quattro ko consecutivi hanno rimesso tutto in discussione. Cormaci si è fatto da parte (anche se gli va dato atto di aver fatto veramente tanto per questa squadra). Carella ha avuto bisogno di tempo per trovare la quadratura giusta. Poi con tre vittorie consecutive ecco la risalita. La vittoria esterna con il Maida è servita per mettere una seria ipoteca sulla salvezza. Quindi ha terminato con l’affanno (2 pari e 3 ko). Ma dietro andavano così piano che è bastato per salvarsi.
Pro Pellaro: voto 6,5
Un’annata sull’altalena. Il picco più alto alla giornata numero 11: quarto posto a -2 dalla vetta. Qualche sconfitta di troppo ha fatto tornare indietro i bianconeri, rialzatisi con un tris di vittorie consecutive. Tornata in quota play off, è rimasta in ballo fino a tre turni dalla fine. Poi tre ko di fila e ottavo posto finale. Si poteva e si doveva fare qualcosa in più, anche se rimane una bella realtà del torneo e il club continua a portare avanti con sacrifici e passione la squadra. Sapone goleador di rilievo, Pratticò portiere in vena di prodezze e Morabito mediano di qualità e sostanza. Sono stati fra i migliori della stagione. E proprio per questo era lecito attendersi un piazzamento migliore.
San Nicola Chiaravalle: voto 9
La passione e le competenze del presidente Pasquale Fera trovano conferma anche quest’anno. L’unione con la realtà di Chiaravalle ha prodotto un 5° posto finale che vale moltissimo. Una prepotente risalita, dalla 12ª posizione con la quale si era conclusa la prima parte del torneo. Il tecnico Domenico Sisi conferma le qualità strategiche, dando anima e gioco alla sua squadra, che ha quasi sempre offerto ottime prestazioni. Ha fatto davvero tanto con una rosa numericamente ristretta, formata in larga parte da sudamericani. Alcuni di questi hanno fatto veramente bene e poi si è valorizzato qualche under. Fra questi Monteleone, classe 2008 (22 presenze e 4 reti). Nel girone di ritorno ha fatto più punti di tutti (32 assieme al Val Gallico) e la partecipazione ai play off ha rappresentato il giusto premio per quanto fatto nella seconda parte del torneo. Nel redigere le pagelle del campionato di Promozione B stagione 2024/25 si merita un voto altissimo.

Stilomonasterace: voto 9
Quando non vinci il campionato per un punto, le recriminazioni sono tante. E queste aumentano se si pensa che con la salvezza del Locri, la squadra avrebbe festeggiato il salto in Eccellenza. Ma rimane un’annata di grande rilievo, la prima con Giuseppe Papaleo in panchina. Il tecnico ha dimostrato di avere le idee chiare e la squadra lo ha seguito sul campo, dove le prove di rilievo sono state davvero molte. Il pari interno con il Guardavalle e il ko casalingo con il Melito hanno pesato e non poco. Quest’ultima squadra si è rivelata indigesta anche al ritorno (pareggio). Qui si è perso il campionato, ma a conti fatti lo Stilomonasterace ha vissuto fino all’ultimo una stagione da assoluto protagonista. Non aveva la stessa qualità e lo stesso numero di calciatori del Rosarno. Ma vi ha sopperito sul campo, con il gioco, i risultati, il carattere. Brucia il ko nello spareggio promozione, a maggior ragione dopo quell’ottimo primo tempo. Annata di rimpianti, ma annata anche di grandi soddisfazioni.
Val Gallico: voto 6,5
È vero: ha terminato in quarta posizione. Altra verità: ha fatto più punti di tutti (32) nel ritorno (assieme al San Nicola Chiaravalle). Altra cosa importante: ha superato il primo turno dei play off imponendosi in trasferta. E poi ha perso la finale, rimanendo in dieci dopo mezzora (ingenuità pagata caramente). Ultimo dato che vale: è stato in vetta nelle prime giornate e ha quasi sempre viaggiato in zona play off. Perché, allora, il voto di 6,5? Perché gli investimenti fatti, la qualità della rosa e la sua ricchezza numerica imponevano di dover conquistare la promozione. Carvajal si è dimostrato un bomber micidiale, però ha fatto un solo gol nelle ultime sette giornate, salvo poi riscattarsi al primo play off. Con Corapi in panchina (media punti di 1,94) ha aumentato il ritmo, ma non è bastato. È la squadra che ha vinto più volte fuori casa (9), ma fra le mura amiche il rendimento non è stato esaltante (26 punti). E quei tre ko interni al ritorno hanno pesato tantissimo. In un torneo nel quale si è andati a scartamento ridotto, sarebbe bastato un cammino appena un po’ più rilevante per centrare l’obiettivo.
Virtus Rosarno: voto 8
Precisiamolo subito: doveva vincere e ha vinto. Onore e merito a Panarello, che in queste categorie sa muoversi a suo agio. E lo stesso vale per la dirigenza, in grado di riportare la squadra in Eccellenza, con tanti sacrifici e sana passione. Ma questo è stato un torneo di Promozione molto equilibrato e la Virtus lo ha terminato con una media di 2 punti a partita: in passato si è visto di meglio. L’organico allestito dal ds Varrà era di un certo peso e con quei calciatori si doveva solo vincere. Al di là dei meriti indiscussi di Panarello, proprio perché questo era un campionato equilibrato, sarebbe servita, magari, maggiore pazienza con mister Ferraro. Aver vinto è un merito di tutti, ovviamente anche dei calciatori. Averlo vinto solo all’ultima giornata e con un solo punto di vantaggio, non può tuttavia rappresentare un motivo di vanto. Però chi vince ha sempre ragione e su questo c’è poco da dire. Ma si poteva fare molto di più. Nessuno aveva l’organico della Virtus Rosarno. Fra le note liete la stagione superlativa di Michele Raso, non a caso vincitore della Top Ten, la classifica di rendimento del Quotidiano del Sud.

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