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Fabio Di Lella e Antonio Runfolo

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VIBO VALENTIA – Dal 18 maggio ci sono due nuovi Funzionari ai vertici della Squadra Mobile e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura. Il Vicequestore aggiunto  Giorgio Grasso, alla guida dell’ufficio investigativo della Questura da circa tre anni, è stato trasferito a Roma, al Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Al suo posto è subentrato il Commissario Capo  Fabio Di Lella.

Laureato in Scienze Politiche, originario della provincia di Foggia, Di Lella è entrato in Amministrazione vincendo il concorso per Funzionari, ed è stato assegnato, nel 2015, alla Questura di Brescia, dove ha diretto l’Ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico ed il Commissariato sezionale “Carmine”, prima di approdare alla Squadra Mobile, in qualità di Vice dirigente. Ad aprile scorso il suo trasferimento alla Questura di Vibo Valentia, la cui decorrenza è stata posticipata a ieri, a causa dell’emergenza epidemiologica in atto.

Con la stessa decorrenza, il Commissario capo Vincenzo Saitta, alla guida dell’Ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico dal gennaio 2018, è stato designato a dirigere il commissariato distaccato di Caltagirone, in provincia di Catania, e al suo posto ha assunto la direzione dell’Ufficio il Commissario dr. Antonio Runfolo. Di origini messinesi, laureato in Giurisprudenza,  Runfolo è entrato in Amministrazione nel 1988. Prima di diventare Funzionario ha prestato servizio come Agente ai reparti mobili di Catania e Reggio Calabria; transitato poi nella Specialità Polizia Stradale, a Reggio Calabria ha ricoperto incarichi di responsabilità via via crescenti, avendo prima superato il concorso per Sovrintendenti e poi quello per Ispettori, approdando infine al ruolo dei Funzionari e ottenendo, quale prima sede di servizio, la Questura di Vibo Valentia.

Ai funzionari appena giunti, e a quelli trasferiti ad altre sedi di servizio, i più sinceri auguri per un proficuo lavoro ed una sempre più brillante carriera da parte del questore Annino Gargano.

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