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Le analisi sul piccolo organismo rinvenuto sotto terra confermano che la provenienza è senza alcun dubbio da ricondursi all’utero. Continuano le indagini della Polizia

di GIANLUCA PRESTIA

VIBO VALENTIA – Ci sono riscontri sui primi esami effettuati nella giornata odierna sull’organismo rinvenuto nella frazione Vena Media, sepolto sotto terra, con una croce e due fiorellini ai lati, nel pressi della statua della Madonna.

Secondo gli accertamenti medico-legali la provenienza è senza alcun dubbio da ricondursi all’utero. Circostanza, dunque, che avvalorerebbe le prime tesi anche se un esame completo deve ancora essere effettuato dall’anatomopatologa Katiuscia Bisogni proprio per dare la certezza (o escluderla) che possa trattarsi di un feto espulso a causa di un aborto spontaneo.

Le indagini della Polizia di Stato, accorsa sul posto dopo la chiamata del parroco di Vena Media, don Loriggio e dei componenti della Confraternita di Maria santissima delle Grazie, sono quindi ancora in corso.

Il rinvenimento della piccola tomba artigianale – del quale il Quotidiano ha dato oggi la notizia in esclusiva (LEGGI) – era stato effettuato la mattina di mercoledì da un componente del sodalizio che aveva notato, accanto alla statua della Vergine, una piccola croce con a fianco delle pietre e due fiorellini.

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