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A Stefanaconi, nel Vibonese, un uomo di 40 anni, Antonio Scrugli, è morto sul colpo mentre viaggiava in auto con altre due persone

di GIANLUCA PRESTIA

STEFANACONI (VV) – Omicidio stradale. Questa l’accusa che formula la procura della Repubblica di Vibo nei confronti del 18enne che guidava la Lancia Ypsilon su cui viaggiavano altre due persone, una delle quali, il 40enne Antonio Scrugli, morì sul colpo per l’incidente stradale lungo un tratto di strada provinciale nel territorio di Vallelonga.

L’episodio avvenne la mattina del 21 aprile scorso. La magistratura requirente ha provveduto a far notificare al 18enne, tra l’altro neopatentato e compaesano della vittima, il provvedimento che lo vede sottoposto ad indagine e che nello scontro avvenuto in un tratto di strada sconnesso, ha riportato ferite per sua fortuna non gravi, così come l’altro occupante, un 24enne di Dinami. Nulla da fare, invece, per Scrugli, appassionato di cavalli e per questo insieme ai due amici si era diretto a Chiaravalle Centrale con lo scopo di visionare alcune bestie in un allevamento.

Ha lasciato nel dolore un’intera comunità, scossa dalla tragedia e soprattutto la moglie e due figli in tenera età. Fatale si era, infatti, rilevato il colpo ricevuto alla testa nella carambola dell’utilitaria. Sull’asfalto erano stati rilevati delle tracce di frenata, segno che quando il conducente si è reso conto del pericolo avrebbe tentato una manovra.

Sul posto ad arrivare per primi sono stati i Carabinieri della radiomobile di Serra San Bruno che avevano subito attivato i primi soccorsi e contattato la stazione di pertinenza di San Nicola da Crissa. Gli uomini dell’Arma, guidati dal maresciallo Vincenzo Iarnone e coordinati dal comandate Massimiliano Cervo, insiemi ai colleghi di Serra avevano rilevato il sinistro ed avviato le indagini.

Al riguardo proprio il comandante della Compagnia serrese Mattia Losciale era stato particolarmente perentorio sulla vicenda: «Il cedimento del manto stradale in quel tratto – aveva sostenuto in una nota stampa – è grave e recidivo, così come quello sulla SP 47 tra San Nicola da Crissa e Capistrano, e quello tra Capistrano e Polia. In analogo stato di pericoloso deterioramento giacciono le reti viarie che portano a Fabrizia, Mongiana e Nardodipace. Ogni responsabilità sarà accertata e gli amministratori competenti deferiti senza riserva alcuna». Ed in effetti la magistratura requirente vibonese sta effettuando i primi passi in questa direzione.

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