Tempo di lettura 2 Minuti

Era stato destinatario di un mandato d’arresto europeo dopo il coinvolgimento in un’inchiesta contro la cosca Mancuso

VIBO VALENTIA – Giuseppe «Pino» Bonavita, latitante dall’aprile scorso e indicato come il co-reggente del clan di ‘ndrangheta di Briatico insieme a Nino Accorinti, è stato arrestato oggi a Praga dalla polizia ceca.

Nei confronti di Bonavita era stato emesso un mandato di cattura europeo su richiesta della Dda di Catanzaro che lo ricercava nell’ambito dell’inchiesta «Costa pulita» condotta contro la cosca Mancuso e le ‘ndrine satellite Accorinti, La Rosa e Grande, attive nei comuni del litorale di Vibo Valentia.

Ad indicare dove Bonavita si fosse rifugiato sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia che lo stavano cercando dal giorno del suo allontanamento. Arrestato ad Alessandria il giorno dell’operazione, condotta il 20 aprile scorso, l’uomo era stato poi scarcerato dal gip della città piemontese. I carabinieri di Vibo, in questi mesi, sono riusciti a ricostruire i suoi spostamenti individuando Praga come la città nella quale si nascondeva.

Proprio domani, a Briatico, è in programma la processione a a mare della Madonna del Monte Carmelo, una cerimonia religiosa sulla quale il clan Accorinti aveva esteso la propria ingerenza tanto che la statua della Vergine veniva trasportata a bordo dell’imbarcazione denominata «Etica» condotta proprio da Antonino Accorinti, indicato come il capo. Domani, la statua sarà portata da una motovedetta della Guardia costiera.

Giuseppe Bonavita è stato bloccato nell’appartamento in cui si rifugiava da poliziotti della squadra mobile di Vibo Valentia, del Servizio centrale operativo e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Interpol, inviati in missione a Praga, con la collaborazione della polizia ceca. L’uomo, che era solo in casa, è accusato di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalità mafiose.  

La squadra mobile di Vibo Valentia ha avviato un’indagine sul conto dell’uomo le cui risultanze, oltre che alla Dda di Catanzaro, sono state comunicate al Servizio centrale operativo e al Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, dal momento che tutti gli indizi conducevano verso la Capitale della Repubblica Ceca. La Dda, visto le informazioni fornite dalla mobile, ha chiesto l’emissione di un mandato di arresto europeo che è stato eseguito oggi. 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •