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Tiziana Lombardo insieme al marito Antonio Libertino

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Le famiglie Libertino e Lombardo si affidano ai loro legali: «Potrebbero svolgere la loro professione privi della serenità necessaria»

VIBO VALENTIA – L’Azienda sanitaria valuti la sospensione a tempo indeterminato dei medici presenti al momento del parto della moglie e nelle ore a cavallo del suo decesso. È la richiesta avanzata dalle famiglie di Antonio Libertino, marito della sfortunata Tiziana Lombardo, e da quella della stessa ragazza morta tre giorni dopo aver dato alla luce la piccola Giada (LEGGI LA NOTIZIA).

Precisando che allo stato attuale, «non è stato riscontrato alcun aneurisma dell’arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all’esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell’autorità giudiziaria procedente», Libertino, evidenzia piuttosto «che l’esame autoptico ha evidenziato la lacerazione della milza; la presenza di un vaso beante, la sutura della arteria gastrica ed altre particolari e delicate condizioni chirurgiche allo stato ancora da valutare».

Sui medici, dieci in tutto, intanto, è stata aperta un’inchiesta della Procura di Vibo Valentia (LEGGI). Ma per il marito della 37enne il coinvolgimento in un’indagine così delicata, porterebbe i medici «a svolgere la propria professione privi della serenità necessaria, peculiarità imprescindibile per chi lavora nel campo sanitario», da qui la richiesta di sospensione dalla professione in via cautelativa.

Libertino intende, comunque, ringraziare le due ostetriche presenti al momento del parto per la professionalità e l’umanità dimostrate, ma ci tiene a ribadire, vista la delicatezza dell’indagine in corso, che in questa fase «non può escludere il coinvolgimento di tutto il personale che abbia operato nelle ore precedenti che hanno portato al decesso della congiunta».

Ulteriore ringraziamento l’uomo ha rivolto alla Procura della Repubblica e alla Questura di Vibo Valentia per la «solerzia e la tempestività dimostrate nei minuti successivi al decesso e per tutto l’impegno finora profuso, con l’auspicio che possa farsi in tempi ristretti luce sul triste episodio».

Le famiglie Lombardo e Libertino sono assistite dagli avvocati Francesco Ruffa e Giuseppe Catalano.

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