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Parte del tetto lesionato

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ROMBIOLO (VIBO VALENTIA) – Le case popolari di Moladi di Rombiolo, di proprietà dell’Aterp, appaio quasi come un monumento alla cattiva amministrazione e il simbolo di una burocrazia incapace di uscire dalla retorica dell’“adesso vedremo” per andare realmente incontro al diritto di vivere in sicurezza, di chi, sia esso poco o molto (comunque, per legge, calcolato in base al reddito), paga un affitto. Una sicurezza che al momento da queste parti latita.

E come si può chiedere a questi condomini (sono 12 famiglie) di stare tranquilli allorché sul soffitto del pianerottolo si sono create delle enormi crepe, con l’intonaco che sta letteralmente cadendo a pezzi?

E non è tutto.

«Ad ogni acquazzone – ci racconta una signora – sulla scala si riversa un mare d’acqua perché con tutte quelle lacerazioni il soffitto è come se non ci fosse».

Un problema che si trascina da almeno tre anni, nella totale inerzia, al di là degli impegni puntualmente disattesi, di chi sarebbe deputato a provvedere prima che si verifichi l’irreparabile. E, infatti, sul banco degli imputati è chiamata l’Aterp, a cui appartengono gli alloggi in questione.

«Ogni anno – questa volta a bloccare il cronista è un signore anziano – sempre la stessa solfa. Ci sono dei problemi strutturali, vengono i tecnici dell’Aterp, rilevano le criticità, ci dicono che c’è un progetto per la messa in sicurezza dell’edificio ma poi non si vede nessuno. Ad agosto i lavori di ristrutturazione dovevano partire a settembre. Arriviamo a novembre, praticamente si scatena il diluvio dentro casa, tornano e ci promettono che a gennaio sarà aperto il cantiere. Le solite promesse e intanto le criticità aumentano».

Al di là delle infiltrazioni, la struttura nella parte esterna necessità di un nuovo intonaco, anche perché in alcune porzioni si è finanche staccato il cemento e dall’armatura fuoriesce la componente in ferro. Insomma, una vergogna.

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