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VIBO VALENTIA – Era il 9 aprile quando la Polizia fece scattare il blitz, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato all’esecuzione nell’immediato di una trentina di ordinanze cautelari contro presunti esponenti del clan di ‘ndrangheta dei Piscopisani, ora quell’indagine, denominata “Rimpiazzo” e ritenuta da molti come il prologo di “Rinascita Scott” del dicembre scorso, si è conclusa con la notifica della chiusura indagine a 57 persone indagate a vario titolo.

In particolare, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e il pubblico ministero Andrea Mancuso hanno emesso l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 57 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, danneggiamento, armi e spaccio di droga.

IL VIDEO DEL BLITZ E DELLE INTERCETTAZIONI

Nell’aprile del 2019 erano state 31 le persone destinatarie di misura cautelare ritenute componenti della cosiddetta “Società” di Piscopio (LEGGI LA NOTIZIA CON L’ELENCO DELLE PERSONE RAGGIUNTE DALL’ORDINANZA), dal nome della frazione alle porte di Vibo Valentia, riconosciuta anche dal “Crimine di Polsi”.

Al centro delle indagini, riguardanti gli anni a cavallo del 2010, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Raffaele Moscato, elemento di vertice della consorteria e ritenuto colui che era spesso chiamato per commettere estorsioni, danneggiamenti e omicidi.

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