Il feretro di Sofia in chiesa
2 minuti per la letturaTanta gente ai funerali, a San Calogero, per l’ultimo saluto a Sofia Eleonora Caré. La giovane strappata alla vita a soli 15 anni
SAN CALOGERO – Ci sono sorrisi che restano impressi nella memoria di un’intera comunità. Quello di Sofia Eleonora Caré era uno di questi. Un sorriso semplice, spontaneo, capace di illuminare chiunque le stesse accanto e di trasformare ogni incontro in un momento di gioia. Per questo, a Calimera, la piccola Sofia era diventata molto più di una ragazzina conosciuta da tutti. Era il volto della dolcezza, dell’affetto sincero e della forza con cui affrontava ogni giorno le difficoltà che la vita le aveva posto davanti.
Quella stessa comunità si è stretta attorno alla sua famiglia per accompagnarla nell’ultimo viaggio. Una folla composta e commossa ha riempito la chiesa di San Nicola, tanto che l’edificio sacro non è riuscito a contenere tutte le persone giunte per darle l’ultimo saluto. C’erano amici, parenti, compagni di scuola, vicini di casa e semplici cittadini. Tutti accomunati dallo stesso sentimento: salutare una ragazza che, nei suoi appena quindici anni di vita, aveva lasciato un segno profondo nel cuore di chi l’aveva conosciuta.
L’ESISTENZA DELLA PICCOLA SOFIA STRONCATA DA UNA CRUDELE MALATTIA
La sua esistenza si è interrotta troppo presto, vinta da una malattia che negli ultimi tempi aveva aggravato un quadro clinico già particolarmente delicato. Ma Sofia non aveva mai smesso di lottare. Lo ha fatto con un coraggio che andava ben oltre la sua età, affrontando ogni giorno con una forza silenziosa e con quella straordinaria voglia di vivere che traspariva dai suoi occhi e dal suo sorriso.
Accanto a lei, fino all’ultimo istante, mamma Angela Lania, papà Rocco e la sorellina Maria Paola, che le sono rimasti vicini con un amore incondizionato, condividendo ogni speranza, ogni difficoltà e ogni piccolo traguardo conquistato insieme. Un legame che neppure la morte riuscirà a spezzare. A celebrare il rito funebre sono stati don Francesco Pontoriero, don Andrea Campennì, don Pasquale Sposaro, don Cosma Raso e don Giuseppe Pititto.
Il silenzio che ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa ha raccontato più di qualsiasi parola. Volti rigati dalle lacrime, mani giunte in preghiera e occhi rivolti a quella bara bianca hanno testimoniato il dolore di un’intera comunità.
A Calimera resterà il ricordo di quella ragazza dal sorriso contagioso, capace di regalare serenità anche nei giorni più difficili. Un sorriso che continuerà a vivere nella memoria di chi l’ha amata e che, per molti, rappresenterà per sempre il volto più autentico della speranza e dell’amore.
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