Stefano Piperno e l'auto carbonizzata

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NICOTERA (VIBO VALENTIA) – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Stefano Piperno, il cui cadavere carbonizzato era stato trovato il 20 giugno scorso in un’auto a Nicotera (LEGGI LA NOTIZIA).

I carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia e del Ros, infatti, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di due uomini padre e figlio, Francesco (54 anni) ed Ezio (34) Perfidio, residenti a Nicotera, ritenuti responsabili, in concorso, di omicidio, occultamento e soppressione di cadavere.

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Le indagini, avviate subito dopo la scoperta il 20 giugno scorso in un’auto del corpo carbonizzato del 34enne Stefano Piperno, impiegato al centro di accoglienza straordinaria di Nicotera in attività di formazione per extracomunitari, hanno consentito di risalire e identificare i presunti assassini ritenuti responsabili dell’omicidio avvenuto il giorno prima del ritrovamento, il 19 giugno.

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Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i due padre e figlio avrebbero ucciso in concorso tra loro Piperno a colpi di fucile. A sparare sarebbe stato Ezio mentre il padre Francesco era presente. Successivamente, con l’aiuto dell’altra figlia di Francesco, Sonia anch’ella indagata, avrebbero distrutto il corpo dandolo alle fiamme all’interno dell’auto di Piperno.

 Francesco Perfidio risulta essere indagato anche per possesso ai fini dello spaccio di marijuana.

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