1 minuto per la lettura
CATANZARO – A capo della struttura criminale sgominata questa mattina nell’ambito dell’operazione Rinascita Scott (LEGGI) si sono alternati, negli anni, esponenti della cosca “Mancuso”, quali Giuseppe Mancuso (classe 1949), Pantaleone Mancuso (classe 1961) e, da ultimo, Luigi Mancuso (classe 1954), che proprio in tale ruolo di vertice ha governato gli assetti mafiosi della provincia, riuscendo anche a ricomporre le fibrillazioni registrate negli anni tra le varie consorterie.
GUARDA IL VIDEO CON I PIZZINI E LāORGANIZZAZIONE DEI CLAN
Le risultanze dell’inchiesta hanno documentato l’esistenza di strutture quali societĆ , locali e ‘ndrine, in grado di controllare il territorio di riferimento e di gestirvi capillarmente ogni attivitĆ lecita o illecita.
LEGGI LāELENCO COMPLETO DELLE PERSONE RAGGIUNTE DALLāORDINANZA CAUTELARE
Ma dalla carte emergono anche lo sviluppo di dialettiche inerenti alle regole associative, nello specifico, sulla legittimitĆ della concessione di doti ad affiliati detenuti e sui connessi adempimenti formali, l’utilizzo di tradizionali ritualitĆ per l’affiliazione e per il conferimento delle doti della societĆ maggiore, attestato dal sequestro di alcuni pizzini riportanti le copiate, l’operativitĆ di una struttura provinciale – il crimine della provincia di Vibo Valentia – con compiti di coordinamento delle articolazioni territoriali e di collegamento con la provincia di Reggio Calabria e il crimine di Polsi, quale vertice assoluto della’ndrangheta unitaria.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud Ā© - RIPRODUZIONE RISERVATA