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A Tropea un bene confiscato al clan La Rosa diventerà casa rifugio per le donne vittime di violenza e i loro figli.


TROPEA (VIBO VALENTIA) – Un passo decisivo nella lotta alla violenza di genere e nel riutilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Con la deliberazione  del 5 novembre, la Commissione Straordinaria del Comune di Tropea – insediata dopo lo scioglimento per mafia – ha dato il via libera all’assegnazione di un appartamento confiscato al clan La Rosa  per trasformarlo in una casa rifugio destinata alle donne vittime di violenza e ai loro figli. L’immobile, sito in Traversa di Via Tondo e trasferito al Comune nel 2015 dall’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (Anbsc), è stato oggetto di un importante intervento di riconversione finanziato nell’ambito del Pnrr. I lavori sono stati conclusi e certificati regolarmente lo scorso aprile, rendendo la struttura pienamente idonea all’utilizzo.

ACCOGLIENZA, PROTEZIONE E SUPPORTO GRATUITO

Una struttura sicura per accogliere donne e bambini in fuga dalla violenza. La casa rifugio offrirà accoglienza gratuita, anonimato, protezione e supporto alle donne che si allontanano da situazioni di abuso, insieme ai loro figli minori. L’obiettivo, si legge nella delibera, è “tutelarne l’incolumità fisica e psicologica, garantendo un alloggio sicuro e servizi primari necessari alla quotidianità”. La gestione dell’immobile sarà affidata tramite apposito avviso pubblico, che sarà predisposto dal Responsabile dell’Area Amministrativa sulla base del regolamento comunale per l’assegnazione dei beni confiscati, approvato lo scorso 14 ottobre. L’avviso dovrà rispettare le prescrizioni normative e fissare i criteri per l’individuazione del soggetto gestore, con particolare attenzione alla qualità dei servizi e alla tutela delle ospiti.

SIMBOLI CRIMINALI DIVENTANO STRUMENTI DI TUTELA SOCIALE

Beni confiscati: da simboli di potere criminale a strumenti di tutela sociale. L’iniziativa rappresenta un traguardo significativo per il Comune, impegnato nel trasformare beni un tempo riconducibili alla criminalità organizzata in luoghi di rinascita e protezione per le persone più vulnerabili. La casa rifugio rientra infatti tra i progetti di valorizzazione già finanziati a livello nazionale per restituire ai cittadini patrimoni sottratti alle mafie e convertirli in servizi utili alla comunità.  La Commissione Straordinaria – composta dai commissari Vito Turco, Roberto Micucci e Antonio Calenda – ha espresso unanime apprezzamento per l’alto valore sociale del progetto, rendendo la delibera immediatamente esecutiva.

UN PRESIDIO DI LEGALITÀ PER IL TERRITORIO

L’avvio dell’iter per l’assegnazione della struttura apre ora la strada alla selezione del soggetto che ne curerà gestione, accompagnamento e progettualità sociale. Un presidio di accoglienza in un territorio che sceglie la legalità. Con l’istituzione della nuova casa rifugio, Tropea compie dunque un gesto concreto nella direzione della tutela delle donne e della promozione della legalità, trasformando un bene simbolo del dominio criminale in un luogo di protezione, ascolto e speranza.

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